| Carmen: | Si è chiusa da pochi giorni l'82° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uno dei festival di cinema più importanti al mondo. Tra i film più discussi dai media italiani — e non solo — c’è La Grazia, del regista Paolo Sorrentino. I protagonisti sono Toni Servillo, da anni volto simbolo del suo cinema, e Anna Ferzetti. La storia ruota attorno a Mariano De Santis, Presidente della Repubblica giunto al termine del suo mandato. Vedovo e riservato, si trova davanti a due decisioni difficili: concedere o meno la grazia a due detenuti, e firmare una legge sull’eutanasia già approvata dal Parlamento. Due scelte profondamente etiche, che lo mettono faccia a faccia con i suoi limiti, il dolore personale e il senso di responsabilità. |
| Fabrizio: | Ma secondo te, il protagonista ricorda, anche solo vagamente, il nostro attuale Presidente, Sergio Mattarella? |
| Carmen: | Beh, le somiglianze ci sono. Ma ricordiamoci che Sorrentino non fa biografie. I suoi personaggi sono sempre ispirati al potere, ma trasfigurati. Il film racconta un’ Italia con istituzioni solide e un governo stabile. Un Paese dove tutto sembra funzionare alla perfezione, secondo le sue regole. |