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La nostalgia come forma d’arte

31 December 2025
La nostalgia come forma d’arte
Martina Zanetti
“I veri paradisi sono i paradisi che abbiamo perduto”, scriveva Marcel Proust. Non è un caso che una delle più celebri definizioni del concetto di nostalgia venga proprio dal grande scrittore francese. Come dimenticare la sua madeleine, quel piccolo dolce, che, come una chiave segreta, era capace di spalancare, di colpo, le porte del passato? Il paradiso, per Proust, non è un luogo fisico o un momento concreto, ma una costruzione della memoria, che trasfigura il passato e lo rende più dolce, più intenso, più puro di quanto non sia stato davvero.

La nostalgia ci attende tra le righe di una lettera dimenticata in un cassetto, nell’odore della pioggia di settembre, nelle note di una melodia che scende da una finestra aperta. Un vento fresco sulla pelle, il profumo di un’estate lontana. È il corpo, prima ancora della mente, a ricordare.

La madeleine di Proust è un sapore che diventa epifania. Scintilla di una rivelazione sul tempo e la memoria, sull’identità e il potere dell’arte. E sul fatto che la ragione, slegata dall’intuizione sensibile, può ben poco nel cammino della conoscenza.

La nostalgia è una ribellione contro l’oblio. Ci svela un’antica versione di noi stessi. Una persona che

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