La Cortina di Hemingway
21 January 2026
PHLD Luca / Shutterstock
Nella camera che era solito occupare all’Hotel de la Poste, c’è ancora
la sua macchina da scrivere, la Royal Quiet Deluxe con cui terminò
Across the River and into the Trees. Lo attende, complice,
come se lui dovesse tornare da un momento all’altro,
dopo una passeggiata nel bosco, per fissare un’idea nata all’improvviso. L’atmosfera è intatta. La luce,
morbida e accogliente. Un dialogo armonioso danza tra i mobili.
La scrivania, la poltrona verde, il tavolo da pranzo con due sedie, il tallboy,
i due letti in legno intagliato, gemelli e vicini. E quel grande armadio a tre ante con lo specchio ovale al centro, pronto a riflettere le montagne di Cortina, le splendide Dolomiti. Lui, da lì, contempla due delle tre Tofane, quella di Mezzo e quella di Rozes.
Nei giorni limpidi,
al tramonto, si vestono di rosa e arancio. Mi sembra di vederlo, davanti a quello specchio. Alto e bellissimo, mentre si dedica un’occhiata pensierosa prima di uscire, e unirsi al mondo che lo attende oltre la porta.
Ernest Hemingway scoprì Cortina nel 1923, e ne rimase subito affascinato. La “Regina delle Dolomiti”, con la sua bellezza, aveva cominciato a farsi conoscere da un pubblico internazionale già
nel secolo