Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

28 January 2026

Valentino, una vita illuminata dalla bellezza

21 January 2026

La Cortina di Hemingway

7 January 2026

Brigitte Bardot, la controversa icona che ha rivoluzionato l’idea di femminilità

7 January 2026

Il Buen camino di Checco Zalone

31 December 2025

Venezia celebra la creatività di Mariano Fortuny ed Henriette Negrin

31 December 2025

La nostalgia come forma d’arte

24 December 2025

La cucina italiana, patrimonio culturale immateriale dell’umanità

17 December 2025

Brunello Cucinelli, il “visionario garbato

10 December 2025

La tragica storia di Beatrice Cenci in scena a Milano

Speed 1.0x
/
aa
AA

Venezia celebra la creatività di Mariano Fortuny ed Henriette Negrin

31 December 2025
Venezia celebra la creatività di Mariano Fortuny ed Henriette Negrin
Museo Fortuny, Venezia. Martina Zanetti
Si dice che la prima a indossare quell’abito sia stata la marchesa Luisa Casati Stampa, musa di pittori e regina indiscussa delle notti veneziane, icona eccentrica della Belle Époque che, ispirata da un incontro col poeta Gabriele D’Annunzio, volle trasformare la sua vita in un’opera d’arte. Ma il Delphos seppe conquistare il cuore pure di altre grandi icone di quegli anni, come la danzatrice Isadora Duncan e le attrici Eleonora Duse e Sarah Bernhardt.

Nato dalla collaborazione tra il pittore spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo e sua moglie, la stilista francese Henriette Negrin, l’abito Delphos vide la luce nel 1909. A ispirare la sua creazione, una scoperta fortuita. Qualche anno prima, nel 1896, dagli scavi del santuario di Apollo a Delfi, nella Grecia centrale, era emersa la statua di un auriga, capolavoro in bronzo dello stile severo.

Il Delphos era un abito rivoluzionario, e conquistò subito le élite cosmopolite dell’epoca. Era fluido, morbido, sofisticato. Liberando il corpo femminile dalla prigione del corsetto – assecondando forme e movimenti – divenne un simbolo di libertà, di emancipazione.

Non è un caso che quell’abito, capace di evocare l’antichità classica senza essere un

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.