Henry Kissinger, l’uomo della Realpolitik
13 December 2023
mark reinstein / Shutterstock
Leggere la sfilza di articoli che la stampa ha dedicato a Kissinger all’indomani della sua morte è stata un’esperienza significativa. C’è chi ha celebrato il visionario e lo statista, l’architetto che ha consolidato le fondamenta degli Stati Uniti come superpotenza. E c’è chi, invece, ha usato parole durissime.
Ad esempio, Rolling Stone ha scritto: “Muore finalmente Henry Kissinger, criminale di guerra amato dalla classe dirigente americana”. Un commento che suona ancora più forte, se pensiamo che Kissinger, nel 1973, vinse il Nobel per la Pace.
Insomma, se uno non avesse mai sentito parlare di Henry Kissinger, o non avesse mai prestato particolare attenzione alla sua figura, farebbe fatica, oggi, a farsi un’idea precisa.
Ma tutte queste sfaccettature sono in effetti parte della carriera e del personaggio di Kissinger, che è stato, prima di tutto, l’uomo della Realpolitik. Ovvero l’idea che gli Stati debbano perseguire il proprio interesse,