La tentazione dell’autoritarismo
14 December 2022
Salma Bashir Motiwala / Shutterstock
È famoso l’incipit di
Conversazione nella Cattedrale,
il terzo romanzo del Premio Nobel Mario Vargas Llosa. “Dalla porta de
La Crónica, Santiago osserva l’avenida Tacna, senza amore: automobili, edifici disuguali e scoloriti, scheletri di pubblicità luminosa
che ondeggiano nella nebbiolina, il mezzogiorno grigio.
In che momento si era fottuto il Perù?”, si chiede, amaramente, il protagonista dell’opera, il giornalista Santiago Zavala. Scritto tra Parigi, Lima, Washington, Londra e Porto Rico, il romanzo — un’opera dall’architettura complessa —
è ambientato nel periodo noto come “ochenio”, gli otto anni in cui il Perù sperimentò il regime autoritario e corrotto di Manuel Odría, il generale che prese il potere con un golpe nel 1948, cacciando l’allora legittimo presidente della Repubblica, José Luis Bustamante y Rivero.
Agli occhi di chi conosce la storia del Perù, il golpe tentato mercoledì 7 dicembre dall’ormai ex presidente Pedro Castillo
appare come un capitolo di una narrazione già nota,
un nuovo passo in un percorso costellato di crisi: colpi di stato, dittature, corruzione, governi effimeri.
Completo scuro e fascia presidenziale,
una gran bandiera del Perù a fare da sfondo. Cast