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Crisi diplomatica tra Olanda e Turchia, retroscena e prospettive

15 March 2017
Nel pomeriggio di sabato 11 marzo, rivolgendosi alla folla raccolta davanti a lui, a Istanbul, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito l’Olanda un paese “fascista”. A scatenare la collera di Erdogan, la decisione delle autorità olandesi di vietare l’ingresso nel paese a due ministri del governo di Ankara, impedendo loro di partecipare a una serie di eventi propagandistici a sostegno della riforma costituzionale promossa dal presidente. Una riforma radicale, che consentirebbe a Erdogan di accentrare il potere esecutivo nella sua persona -- eliminando persino la figura politica del primo ministro -- e di rimanere al potere fino al 2029.

Approvata dal Parlamento lo scorso 21 gennaio, la riforma sarà sottoposta a referendum domenica 16 aprile. In questo scenario, la partita elettorale turca si gioca anche in Europa, dove vivono circa 5 milioni di immigrati turchi.

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