Banche italiane
23 December 2015
Un pensionato 68 enne di Civitavecchia è stato trovato impiccato alla ringhiera della scala della sua villetta. Questo non è un suicidio come tanti. Luigino D’Angelo, questo il nome del poveretto che si è tolto la vita, perché a prescindere dai motivi per i quali uno si toglie la vita, si tratta sempre un poveretto, era uno dei tanti risparmiatori che hanno perso tutto a causa dell’ azione intrapresa dal governo italiano per evitare la bancarotta a quattro istituti di credito regionali.Quando dico tutto, intendo i risparmi di una vita di lavoro, che in totale ammontavano a circa 110,000 mila euro. Tanti o pochi che fossero, erano sempre e comunque, ripeto, i risparmi di una vita di lavoro. In altre parole il signor D’angelo era diventato, non per colpa sua, improvvisamente un “poveraccio” appunto. Sul fatto che poi per soldi valga o meno la pena di togliersi la vita si potrebbe discutere, così come sul fatto che, nonostante i familiari si siano affrettati a dichiarare il contrario, l’uomo avesse altri problemi. Nessuno di questi è però il punto!
Il punto è che se non ci fosse scappato il morto, il “decreto salvabanche” del governo italiano, così come l’hanno definito i gior