Le prime due notizie di oggi riguardano Donald Trump e le politiche degli Stati Uniti. E non è una coincidenza. Il rapido cambiamento della posizione americana su… praticamente tutto, sta modificando in modo profondo il mondo in cui viviamo. Ed è per questo che è importante parlarne.
Inizieremo il nostro programma parlando del divario tra Stati Uniti ed Europa. I leader statunitensi sono molto critici nei confronti dell'Europa. Considerano l'Europa una minaccia più grande di Putin e della Russia. Da cosa nasce questa divisione?
Quindi, commenteremo le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Trump al New York Times sulla sua opinione riguardo ai limiti al suo potere a livello mondiale. Se non avete ancora sentito nulla a riguardo, allora la sua risposta vi sorprenderà. O forse no, giudicate le sue azioni. Vediamo cosa ha detto.
Infine, discuteremo di un recente studio secondo cui i cani possono imparare nuove parole anche solo ascoltando le conversazioni delle persone. Restate con noi!
Bene, iniziamo il nostro programma. Esiste un divario evidente tra Stati Uniti ed Europa.
Per tre quarti di secolo, Stati Uniti ed Europa hanno lavorato insieme. Hanno condiviso valori come la democrazia e i diritti umani. Gli Stati Uniti hanno contribuito a creare la NATO e molte altre istituzioni internazionali per sostenere un ordine mondiale basato su regole comuni.
Oggi, però, gli Stati Uniti cercano di abbandonare questo ordine. Puntano sul proprio potere e sui propri interessi e non vogliono più sentirsi vincolati da gruppi o regole internazionali.
Negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno rivolto critiche molto dure all’Europa. Secondo i leader americani il vecchio continente deve fare i conti con problemi molto seri, come il declino economico e i cambiamenti sociali. Ma soprattutto, l’attuale amministrazione statunitense considera la democrazia liberale europea una minaccia più grande di Putin e della Russia. Gli Stati Uniti vogliono anche sostenere i partiti di destra in Europa, come il Rassemblement National in Francia e l’AfD in Germania. A dire il vero, questo non mi sorprende affatto.
Quindi, la divisione non è realmente tra gli Stati Uniti e l'Europa. Attraversa entrambi i continenti ed è di natura ideologica. Da una parte ci sono i conservatori di destra, d
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In un’intervista al New York Times pubblicata giovedì scorso, il Presidente Trump ha espresso una visione sorprendente del suo potere globale.
Ha dichiarato che l’unico limite alle sue azioni è la sua mente e la sua moralità. Neppure il diritto internazionale può fermarlo. Anzi, Trump ha affermato di non averne bisogno.
Ha riconosciuto brevemente che gli Stati Uniti sono tenuti a rispettare il diritto internazionale. Subito dopo, però, ha messo in discussione il significato stesso di diritto internazionale.
Le reazioni sui social media sono state immediate e molto critiche. Alcuni hanno paragonato le parole di Trump a quelle tipiche dei dittatori. Un ex funzionario della sua prima amministrazione ha dichiarato che affermazioni di questo tipo rivelano “la mente di un fascista”.
Scorgo qui un problema molto serio. Il Presidente dice che la sua moralità rappresenta l’unico vincolo. Ma possiede davvero una moralità?
Non sono l’unico a porsi questa domanda. Per alcuni non è nemmeno una domanda. Dicono che Trump non ha principi morali e quindi non riconosce alcun limite.
L’idea che la persona più potente del mondo agisca senza moralità e senza limiti è davvero inquietante.
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La scorsa settimana è stato pubblicato sulla rivista Science un nuovo studio sui cani. I risultati sono davvero interessanti. I ricercatori hanno scoperto che alcuni cani imparano le parole in modo simile ai bambini.
Riescono ad apprendere i nomi dei giocattoli ascoltando le conversazioni delle persone.
Gli scienziati hanno testato cani noti per la loro intelligenza, come i border collie e i labrador.
Alcuni cani hanno imparato i nomi di nuovi giocattoli quando questi venivano ripetuti molte volte. Ma altri li hanno imparati semplicemente ascoltando le persone parlare tra loro.
In seguito, i proprietari hanno chiesto ai cani di recuperare i nuovi giocattoli. Nel 90% dei casi, i cani che avevano imparato i nomi in modo diretto li hanno riportati correttamente. Quelli che avevano imparato ascoltando di nascosto hanno prodotto l’80% di risposte corrette.
Statisticamente la differenza è minima.
Non tutti i cani sono in grado di farlo, solo alcuni. Secondo i ricercatori il processo è simile a quello con cui i bambini piccoli imparano le parole.
È sorprendente che i cani apprendono in questo modo, pur non parlando. Questo risultato indica che interazioni così complesse esistono da prima del lin
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Amici, grazie per avermi permesso di condividere con voi i miei pensieri.
Forse gli esseri umani e gli animali non sono poi così diversi quando si tratta di imparare le parole. Questa scoperta mi fa amare e rispettare i cani ancora di più.
Alla prossima puntata!
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