Beh, a dire la verità, in questi giorni d’agosto, i giornali e le TV di tutto il mondo traboccano di passione olimpica. Vittorie annunciate e trionfi a sorpresa. Medaglie. Vecchie glorie e stelle emergenti. Il tutto, nella splendida cornice di Rio de Janeiro. Un cambio di rotta che tutti abbiamo accolto con sollievo dopo gli orrori di luglio, un mese sconvolto da attentati terroristici in Europa e in Asia, combattimenti e — come dimenticarlo? — un tentato colpo di stato in Turchia!
Ma il fatto che buona parte dell’attenzione dei media sia rivolta allo spettacolo sportivo, non implica che le tragedie del pianeta siano magicamente… evaporate. E non significa nemmeno che tutti i grandi protagonisti della scena geopolitica mondiale stiano sonnecchiando sotto l’ombrellone, o siano incollati allo schermo a tifare per questo o quell’atleta. Il presidente russo Vladimir Putin — tanto per citarne uno — non perde certo tempo.
L’intensa estate di Vladimir Putin
Lo scorso 9 agosto, Vladimir Putin ha incontrato a San Pietroburgo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Nell’elegante cornice dell’antica capitale dell’impero zarista, i due leader si sono scambiati parole di sostegno politico e promesse di collaborazione economica. Insomma, i toni bellicosi che lo scorso novembre avevano seguito l’abbattimento di un caccia russo al confine turco-siriano sono un ricordo del passato.
New York, aggressione armata nei pressi di una moschea: uccisi un imam e il suo assistente
Sono stati uccisi in pieno giorno, nel quartiere newyorkese del Queens, alle 2 del pomeriggio di sabato 13 agosto. Freddati con alcuni colpi di pistola alla testa mentre rincasavano dopo la consueta preghiera nella moschea locale.
Entrambe le vittime — Maulama Akonjee, un imam, e il suo assistente — erano originarie del Bangladesh e vivevano in Ozone Park, una zona che accoglie numerose famiglie musulmane provenienti dal paese sud-asiatico.
La polizia, che domenica sera ha arrestato un uomo in connessione con gli omicidi, ha affermato che gli inquirenti attualmente non escludono alcuna pista investigativa. “Siamo sicuramente davanti a un omicidio mirato, ma al momento non c’è alcun elemento che indichi che le vittime siano state scelte per motivi religiosi o razziali”, hanno dichiarato fonti ufficiali della NYPD, che non hanno escluso ipotesi alternative, come una lite o un tentativo di rapina.
La comunità musulmana, però, non sposa questa versione e punta il dito contro Trump e il clima di odio culturale generato dalla sua campagna elettorale. Centinaia di persone, nelle ore successive all’aggressione, si sono raccolte presso il luogo dell’omicidio, invocando giustizia. E
Infiltrazioni mafiose, il Consiglio dei Ministri scioglie il Comune di Corleone
“La morte di Provenzano è una liberazione, gli onesti di Corleone oggi si tolgono dalle spalle un pezzo di storia criminale”, aveva detto Lea Savona, sindaco di Corleone, lo scorso 13 luglio nel commentare la notizia della morte di uno dei capi storici della mafia siciliana. Le sue parole erano un invito, rivolto ai concittadini, a seppellire definitivamente un passato doloroso e ingombrante.
Quella di Corleone, in effetti, è un’eredità pesante. Il nome di questa cittadina distesa sulle colline nella provincia di Palermo è oggi sinonimo di violenza, criminalità, vendetta. Mafia, in una parola. Corleone, infatti, è cupamente famosa nel mondo per aver dato i natali a una schiera di feroci boss mafiosi. Criminali che hanno lasciato un segno nella storia della Sicilia, e dell’intero paese. Due nomi fra tutti: Totò Riina e Bernardo Provenzano.
Ora, però, Lea Savona — una politica dall’aspetto competente e pulito — dovrà fare le valigie.
Mercoledì 10 agosto, su proposta del ministro dell’Interno Angelino Alfano, il Consiglio dei Ministri ha sciolto la giunta comunale di Corleone. Alla base della decisione, il sospetto di “infiltrazioni mafiose”.
Il provvedimento ha suscitato
La scalata al potere di Luigi Di Maio
I recenti sondaggi elettorali, in Italia, fotografano un paesaggio ben diverso rispetto a quello di un anno fa e rivelano nuove tendenze, non solo dal punto di vista delle intenzioni di voto — dove il Movimento 5 Stelle è ora il secondo partito nelle preferenze degli italiani — ma anche nella dimensione della fiducia verso i vari leader politici.
Dopo il successo delle elezioni amministrative, dove ha conquistato città importanti come Roma e Torino, il M5S è in costante ascesa. Il Partito Democratico, invece, e il suo leader Matteo Renzi, osservano un calo nei consensi. Secondo un recente sondaggio, Renzi, ora al 28% delle preferenze, è stato ormai raggiunto da Luigi Di Maio del M5S.
Insomma, possiamo dire che i tempi in cui Renzi incarnava il cambiamento e una frattura rispetto alla classe politica del passato sembrano ormai lontani anni luce! Ma, dopo tutto, è normale che sia così. Gli elettori spesso incoronano con entusiasmo le “nuove promesse” della politica e poi, al primo passo falso, altrettanto velocemente si annoiano e guardano altrove.
Ma chi è Luigi Di Maio, questa stella nascente di un movimento che un tempo si dichiarava anti-gerarchico e anti-sistema? Chi è,
Un ex padiglione Expo attende, nel cuore di Milano, una nuova vita
L’inizio era stato promettente. Nei suoi primi mesi di vita il City Pavilion, un progetto creato nell’ambito di Expo 2015 per promuovere la sinergia tra le città di Milano e Shanghai, aveva ospitato una rosa di eventi legati all’arte, alla moda e alla cucina. Inoltre, vantava una posizione invidiabile nel centro della città. Tra il grattacielo Pirelli e Milano Centrale, il massiccio edificio della stazione ferroviaria.
Alla chiusura di Expo, a novembre, la struttura avrebbe dovuto essere smantellata perché scadevano i permessi per l’occupazione del suolo pubblico. A quel punto, però, Grandi Stazioni, una società legata al gruppo Ferrovie dello Stato, lancia una proposta: riutilizzare il padiglione a fini commerciali. Affare fatto. A gennaio 2016 il City Pavilion viene rilevato da Grandi Stazioni.
L’edificio ospita subito un primo evento, un tour panoramico virtuale. A febbraio arriva una mostra fotografica dedicata alle grandi stazioni ferroviarie del mondo. Tutto sembra andare per il meglio. Ma il ritmo presto rallenta. Nel mese di aprile, il City Pavilion torna brevemente sotto i riflettori per una puntata di Masterchef, uno show televisivo a tema culinario. Scende il sipar