A chi si trovasse in vacanza e avesse buttato via orologio e cellulare per non essere importunato, ricordo che oggi è mercoledì 27 luglio.
Vi confesso che avrei voluto iniziare la puntata odierna con una notizia più lieta, ma è impossibile non commentare quello che il mondo sta vivendo in questi giorni, un’escalation di violenza che sta colpendo un numero sempre maggiore di persone innocenti senza distinzione di sesso, età, religione e nazionalità. Credo abbiate già compreso: dedichiamo la nostra prima notizia alla strage di Monaco.
Violenza, malore del nostro tempo
Otto giorni dopo i tragici eventi di Nizza, un altro atto violento ha colpito ancora una volta l’Europa. Il bersaglio di questa ennesima follia all’insegna dell’odio è stata la Germania, che intorno alle sei del pomeriggio dello scorso venerdì 22 luglio ha visto precipitare nel terrore la tranquilla città di Monaco, in Baviera.
A scagliarsi sulla folla inerme di un grande centro commerciale sparando all’impazzata è stato un ragazzino diciottenne con il doppio passaporto tedesco-iraniano. Il bilancio finale della strage è stato di nove morti e sedici feriti.
A differenza delle recenti tragedie, frutto del fondamentalismo religioso, sembra che i motivi alla base di questo folle gesto siano da ricercarsi esclusivamente in un complesso stato psicologico ed emotivo del killer.
Trump e la NATO
Chi si aspettava qualche dichiarazione scottante alla Convention Repubblicana, svoltasi la settimana scorsa a Cleveland in Ohio… beh, non potrà dire di essere rimasto deluso dalle affermazioni di Donald Trump.
Mercoledì 20 luglio in un’intervista con i giornalisti del New York Times, Donald Trump ha palesemente messo in discussione l’articolo 5 del patto Atlantico della NATO, accordo che stabilisce che qualora uno dei paesi dell’Alleanza fosse attaccato, gli altri devono correre in soccorso.
Secondo il candidato repubblicano, in linea con lo slogan della sua campagna elettorale “Make America Great Again”, nel caso in cui la Russia attaccasse uno dei Paesi baltici, gli USA dovrebbero intervenire militarmente a favore solo di quei paesi che avessero contribuito finanziariamente all’Alleanza Atlantica.
Un messaggio, quello di Trump, che a mio avviso sembra essere un assist, un incoraggiamento all’amico Vladimir Putin a invadere altri paesi dopo la Crimea.
“Vladimir”, leggo tra le righe nella frase di Trump, “Se vuoi puoi anche invadere quei paesi baltici. Stai tranquillo che, se quelli non hanno pagato…noi non ti romperemo i cabbasisi”, espressione celeberrima, presa a pre
Forse non lo sapete, ma lunedì 18 luglio diversi quotidiani italiani hanno diffuso la notizia che Del Vecchio, proprietario del gruppo Luxottica, ha introdotto a favore dei dipendenti il “Bonus vita” e ha dato avvio al cosiddetto “Patto generazionale”.
Luxottica e il bonus vita
Fatemi subito iniziare con qualche informazione utile. Con più di 79 mila dipendenti, 7 mila negozi e una distribuzione capillare in più di 150 paesi, Luxottica è il leader mondiale nel design, produzione e distribuzione dei brand più prestigiosi di occhiali da vista e da sole.
Sono sicuro che molti di voi già conoscono Luxottica. Quello di cui probabilmente non siete a conoscenza, invece, è il significato del termine “Patto generazionale”, in altre parole un principio introdotto dal Governo per favorire l’uscita graduale dei dipendenti in età pensionabile e l’assunzione di nuovi giovani.
In Italia, infatti, sempre più giovani faticano a entrare nel mondo del lavoro anche perché sempre meno cittadini vanno in pensione. Ecco che, colpevole anche la crisi economica, si è venuto a creare un paradosso generazionale dove i genitori occupano le posizioni lavorative che dovrebbero essere dei figli.
In quest’ottica il Gruppo Luxottica si è fatto portatore d’importanti innovazioni nel rapporto azienda-dipendenti, introducendo tra l’altro il “Bonus a vita”, ovvero un contributo da 30 a 70 mila euro per le famiglie dei dipendenti deceduti anche al di fuori del luogo di lavoro.
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Italia cerca finanziatori cinesi per la cultura
Come ha scritto il giornalista Luca Gambardella in un articolo apparso sul quotidiano Il Foglio: “L’Italia non è, e difficilmente sarà mai, una potenza nucleare, ma indiscutibilmente è una potenza culturale a livello mondiale”.
Assodato questo, vi ricordo che il nostro Bel paese conta centinaia, se non forse migliaia, di siti storici sparsi lungo tutto il territorio italiano. Un patrimonio storico, artistico e culturale d’immenso valore, che se fosse conservato e sfruttato a dovere sarebbe in grado di dare nuovo impulso al turismo italiano, il cui potenziale è spesso sottovalutato.
Chi tra voi ha visitato l’Italia sa perfettamente di cosa sto parlando. È impossibile non rimanere sconcertati e dispiaciuti nel vedere importanti siti storici e archeologici in deprimenti condizioni di abbandono e degrado, ricoperti di erbacce e bersaglio dell’inciviltà di cittadini e turisti maleducati e non curanti.
Questo scempio ci mette di fronte a una dura realtà: in Italia mancano finanziamenti adeguati per la conservazione e il restauro dell’ingente patrimonio culturale e spesso gli enti locali non hanno la formazione adeguata per gestire al meglio i fondi a disposizione.
In rispost
Unesco avvisa l’Italia: stop alle navi da crociera a Venezia
Immaginate di trovarvi nella meravigliosa Piazza San Marco e di essere seduti all’aperto al tavolino di un bar, bevendo un delizioso cappuccino. Avete scelto di andarci nelle prime ore del mattino, perché volete ammirare la bellezza di Venezia mentre pian piano si sveglia e tutto è ancora in silenzio. Ecco, in un momento che dovrebbe essere all’insegna della quiete, accade qualcosa d’inquietante. Scorgete all’improvviso la prua di un’enorme nave che sbuca dietro Palazzo Ducale. È mai possibile? Forse è un’allucinazione! Vi spostate per vedere meglio... Ahimè ci vedete benissimo! Il cappuccino e il cornetto rischiano di andarvi di traverso alla vista di un gigante galleggiante da crociera che con la sua pacchiana moderna esuberanza ormeggia, rovinando la delicata ed elegante atmosfera di Venezia.
È vero, le crociere sono il risultato straordinario dell’ingegneria navale, ma in un luogo come Venezia, queste enormi navi sono un contrasto visivo difficile da digerire. Tralasciando i canoni estetici su cui ognuno di noi può avere un’opinione diversa, il passaggio di questi mostri galleggianti solleva grosse preoccupazioni sul fronte dell’inquinamento e dei danni provocanti alle fonda
Nuovo sindaco di Torino propone per tutti la “dieta vegana”
Tra le varie proposte, volte a migliorare la qualità della vita dei torinesi, presentate dalla giunta della neoeletta sindaco Chiara Appendino, ce n’è una alquanto singolare: promuovere e sensibilizzare la dieta vegetariana e vegana per la salvaguardia dell’ambiente e della salute degli animali.
Si tratta di linee guida sull’alimentazione che hanno lo scopo di diffondere, soprattutto tra i giovani e nelle scuole, informazioni utili sulla corretta alimentazione e sul rispetto degli animali.
Se da un lato la proposta è stata accolta con entusiasmo e favore da vegani e vegetariani, tutt’altra è stata la reazione del resto della cittadinanza, onnivora e appassionata di ricette tradizionali a base di carne, che rappresentano l’identità e l’orgoglio regionale.
Così, da quando il Corriere della Sera ha pubblicato l’articolo martedì 19 luglio, si è venuta a creare una guerra a colpi di messaggi sui social media tra i “guelfi della salamella contro ghibellini del sedano”, citando una frase usata in un articolo pubblicato sul giornale online Dailybeast.
Voi che ne pensate? Sareste favorevoli se ai vostri figli a scuola fosse consigliato di mangiare una cosa piuttosto che un’altra