La Corea del Nord sfida il mondo con un nuovo esperimento nucleare
Pyongyang ha celebrato con un nuovo sfoggio militare il 68° anniversario della fondazione della Repubblica democratica popolare. Venerdì 9 settembre, un test nucleare sotterraneo, il più potente finora realizzato nel paese, ha scatenato un terremoto artificiale di magnitudo 5.3 e, stando alle dichiarazioni ufficiali, un’apoteosi di orgoglio patriottico.
Hillary Clinton, scivolone mediatico… oppure no?
Mentre partecipava, a New York, a una raccolta fondi allestita dalla comunità LGBT, lo scorso venerdì 9 settembre, Hillary Clinton ha espresso un commento piuttosto incauto, con un linguaggio che ha ricordato nei toni lo stile del suo avversario repubblicano.
Con la premessa che la sua voleva essere una semplice generalizzazione, la candidata democratica ha definito “la metà dei sostenitori di Trump” come un “gruppo di miserabili”, e ha illustrato il concetto snocciolando una lunga lista di aggettivi: “razzisti, sessisti, omofobi, xenofobi, islamofobi… e così via”.
Parole che, ovviamente, non sono passate inosservate. Il fronte repubblicano — Trump in testa — ha immediatamente gridato allo scandalo, bollando le dichiarazioni della candidata democratica come un intollerabile insulto a una vasta fascia di elettori.
Nel pomeriggio di sabato, Clinton ha espresso “rammarico” per aver
Andrea e Luca Zappacosta, i fratelli che sognano di conquistare il cuore del centrodestra
Fino a pochi mesi fa, dicevano di appoggiare Silvio Berlusconi. Ora, al Cavaliere vogliono sottrarre lo scettro. Sono due fratelli romani, Andrea e Luca Zappacosta. Andrea è laureato in Scienze Politiche, Luca è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza. Sono giovanissimi e, manco a dirlo, puntano tutto sulla loro “aria di novità”.
“L’attuale centrodestra è morto, le ultime elezioni amministrative ne hanno celebrato il funerale”, dice Andrea in un’intervista al Corriere della Sera.
Dopo qualche anno di militanza nell’ambito di Forza Italia, nel maggio 2014, i due fratelli hanno fondato “Azzurra Libertà”, un movimento politico giovanile che nel febbraio di quest’anno, con ammirevole tempismo, hanno portato fuori dal partito. Complimenti, ragazzi, giusto in tempo per non essere associati con il fallimento elettorale delle amministrative!
Ufficialmente, comunque, gli Zappacosta hanno
E voi, cari ascoltatori, che ne pensate? È giusto che la satira si esprima senza alcun freno, o dovrebbero esserci dei limiti dettati dal “buon gusto”?
Charlie Hebdo solleva un polverone con una vignetta sul terremoto nell’Italia centrale
L’abbraccio solidale che aveva avvolto la rivista satirica francese Charlie Hebdo dopo l’attentato islamista del gennaio 2015 sembra oggi un ricordo lontano. Quell’intensa ondata di simpatia che aveva spinto tante persone a condividere sulle reti sociali lo slogan Je suis Charlie nel nome della libertà di stampa e di espressione… sembra improvvisamente evaporata, sostituita da un coro di voci cariche di sdegno.
A ferire la sensibilità di molti italiani è stata una vignetta apparsa sull’ultima pagina della rivista, tradizionalmente intitolata “le altre possibili copertine”. Il disegno — pubblicato nel numero di mercoledì 31 agosto, a pochi giorni dal violento terremoto che ha devastato l’Italia centrale — s’intitola Séisme à l’italienne e propone una lettura satirica del dramma, paragonando le vittime a tre piatti tipici della cucina italiana.
La vignetta presenta un trittico di imm
Israele-Italia, cinque tifosi azzurri fanno il saluto romano
Lo scorso lunedì 5 settembre un episodio estremamente deplorevole ha gettato un’ombra su una partita di calcio che vedeva in campo, nella città israeliana di Haifa, le squadre di Israele e Italia.
L’incontro — valido per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018 — avrebbe dovuto segnare un appuntamento gioioso e importante per gli appassionati di calcio, ma a rovinare l’atmosfera ci hanno pensato alcuni tifosi italiani che, durante l’esecuzione dell’inno nazionale israeliano, hanno rivolto un saluto romano alla tifoseria opposta.
Un gesto inqualificabile che scredita l’immagine collettiva del calcio italiano e che ora richiede una reazione decisa ai massimi livelli dell’amministrazione calcistica.
L’accusa — che secondo gli elementi raccolti coinvolge cinque individui — è corroborata da alcune fotografie.
La Federcalcio israeliana, che ha inviato le immagini alla sua omolo