"Attivisti lanciano zuppa contro la Monna Lisa". La notizia è di quelle che fanno subito il giro del mondo, e non potrebbe essere altrimenti.
Conosciuta anche come Gioconda, la Monna Lisa è tra i quadri più famosi di sempre, frutto del genio di Leonardo da Vinci. L'idea che venga deturpata suona perciò come un sacrilegio. Chi mai oserebbe attaccare un patrimonio dell'umanità?
Se lo sono chiesti in molti, domenica 28 gennaio, dopo l'azione di alcuni attivisti climatici al museo del Louvre di Parigi. Della zuppa è volata contro il quadro, colpendo la teca di vetro che lo protegge.
Non è la prima volta che la Monna Lisa subisce incidenti: nel 1956, ad esempio, fu attaccata per ben due volte. La prima da un uomo armato di rasoio, che per fortuna fu fermato. La seconda da un visitatore che lanciò un sasso contro il quadro, senza danneggiarlo. Nel 2021, un attivista climatico aveva invece lanciato una torta.
Proprio per rischi del genere, il quadro è protetto, e gli la attivisti che compiono azioni simili puntano sul potere simbolico del loro gesto. Tuttavia, nonostante la eco mediatica, si perde il messaggio originale: con il cambiamento climatico, musei, gallerie e opere d'arte diventera
Si è sdraiato sul cemento azzurro del Melbourne Park dopo l'ultimo punto, quello vincente, tra le ovazioni del pubblico. Gli occhi sollevati al cielo, è rimasto così per alcuni secondi, prima di alzarsi a stringere le mani all'avversario sconfitto, il russo Daniil Medvedev. È come se il suo corpo avesse detto "ora posso riposarmi", prima ancora di esultare per la meritata vittoria.
Lui è Jannik Sinner, il tennista italiano che ha trionfato agli Australian Open, uno dei tornei di tennis più importanti al mondo. Si è imposto in una finale durissima, dove ha rimontato dopo aver perso i primi due set. Una prova di classe ed equilibrio emotivo, in cui Medvedev ha forse pagato per il fatto di essere arrivato alla partita decisiva con meno energie. Così, dal terzo set, mentre il russo è sembrato calare, pian piano è emersa la forza di Sinner. La concentrazione e la capacità di mettere a segno i punti decisivi.
Del resto Sinner si è presentato all'appuntamento con Medvedev dopo aver battuto in semifinale Novak Djokovic, ovvero il tennista più vincente della storia. I due si erano incontrati l'ultima volta a novembre, durante la Coppa Davis. Lì, Sinner aveva trascinato la squadra italiana b
Federico Fellini la chiamava "Sandrocchia". Per tutti gli altri, era invece Sandra Milo. Importante attrice del cinema italiano negli anni della "dolce vita", poi conduttrice televisiva, Sandra Milo è morta lo scorso 29 gennaio a Roma, all'età di novanta anni.
La stampa italiana l'ha ricordata in questi giorni come "musa di Fellini", a indicare un legame speciale tra il regista e l'attrice. Fellini l'aveva diretta due volte, in Giulietta degli spiriti e in 8½, il film che gli regalò il terzo Oscar come miglior film straniero.
In 8½ Sandra Milo era Carla, l'amante del protagonista, Guido, un regista in crisi creativa ed esistenziale interpretato da Marcello Mastroianni. Nel film, Carla è un oggetto del desiderio che con leggerezza imprevedibile attraversa le ossessioni erotiche del protagonista. Guido è una sorta di alter ego di Fellini stesso, in un gioco di specchi che rimanda alla biografia del grande maestro. Fellini e Milo, infatti, ebbero una relazione durata diciassette anni, all'ombra del matrimonio che il regista aveva con Giulietta Masina.
Fu la stessa Sandra Milo a rivelarlo, nel 2009, sedici anni dopo la morte di Fellini. Senza malizia, o sensazionalismi, con la nostalgi
Nel 2016, l'allora presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi rilasciò un'intervista alla BBC, il servizio pubblico britannico. L'occasione era quanto mai importante. C'era da poco stato il referendum sulla Brexit e il Regno Unito aveva votato per uscire dall'Unione europea, stravolgendo ogni pronostico.
L'intervista diventò subito molto popolare, ma per i motivi sbagliati. Renzi, infatti, esibì un inglese a dir poco maccheronico, che ironicamente venne chiamato Renzinglish.
Anche due anni prima, intervenendo con un discorso in inglese alla conferenza Digital Venice, Renzi aveva dato sfoggio di un inglese improbabile, presso un pubblico più ristretto. Perché il capo del governo di un Paese del G7 non aveva, già allora, avvertito il bisogno di correre ai ripari? Una cosa è certa: i due aneddoti illustrano alla perfezione il rapporto che gli italiani hanno con le lingue straniere.
Poiché storicamente l'italiano è una lingua culturalmente centrale a livello europeo, sia per la provenienza dal latino, sia per il ruolo avuto, dal Medio Evo in poi, nello sviluppo della letteratura, gli italiani tendono a sottovalutare l'importanza di parlare anche altre lingue. E questo, come dimostra
Sapete qual è la città italiana con più alberi? È Modena, città dell'Emilia-Romagna che vanta circa 117 alberi per ogni cento abitanti. Il suo primato, tuttavia, potrebbe essere insediato nei prossimi anni da Torino.
Il capoluogo piemontese, infatti, si sta proiettando verso l'obiettivo ambizioso di diventare la città più verde d'Italia. Questo, grazie a un piano di piantumazione di ben 650.000 nuovi alberi nei prossimi due anni. Una strategia che risponde a un'esigenza ben precisa: contrastare gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici estremi.
L'imponente piano è stato reso possibile dai fondi che il ministero dell'Ambiente ha stanziato all'inizio dell'anno: oltre 22 milioni di euro, che saranno impiegati in progetti di forestazione urbana ed extraurbana. Sul lungo periodo, dunque, la città non sta pensando a rimpiazzare le piante perdute, ma ad espandere sensibilmente le aree verdi. Le stime parlano di un milione di alberi entro il 2026.
Torino ha già fama di essere tra le città più verdi al mondo, grazie ai numerosi parchi e ai viali alberati che la caratterizzano. Secondo Treepedia, un progetto del MIT di Boston, Torino è la città italiana che ha il maggior grado di