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8 March 2023

Episode #382

1 March 2023

Episode #381

22 February 2023

Episode #380

15 February 2023

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8 February 2023

Episode #378

1 February 2023

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25 January 2023

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18 January 2023

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11 January 2023

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 8 febbraio 2023. Io sono Chiara e vi accompagnerò alla scoperta di alcune interessanti notizie di cronaca internazionale e italiana. Cominciamo dagli Stati Uniti, o meglio, dallo stato più ricco e popoloso dell'Unione: la California, scioccata da due recenti sparatorie di massa.

Leggi che non fermano le sparatorie negli Stati Uniti

8 February 2023
Leggi che non fermano le sparatorie negli Stati Uniti
Lutsenko_Oleksandr / Shutterstock

Poco dopo le dieci di sera del 21 gennaio, a Monterey Park, nella contea di Los Angeles, un uomo è entrato in una sala da ballo dove si festeggiava il capodanno cinese e ha aperto il fuoco, uccidendo undici persone. Due giorni dopo, un uomo ha sparato sulla folla in due località rurali, a Half Moon Bay, non lontano da San Francisco, uccidendo sette persone. Le due stragi sono state rispettivamente il 33° e il 37° mass shooting ad aver luogo negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno.

Le stragi di Monterey Park e Half Moon Bay hanno confuso gli americani, che considerano la California come un luogo relativamente sicuro in un paese inondato di armi. Storicamente democratico e progressista, il Golden State è infatti uno degli stati con le norme più restrittive in merito al possesso di armi da fuoco. Oltre a prevedere lunghi tempi d’attesa prima dell’acquisto e controlli sui precedenti dei compratori, vieta le armi d’assalto di tipo militare. Inoltre, dal 2014, nello stato c’è una legge, cosiddetta red-flag, che consente alle autorità di togliere le armi a qualcuno che potrebbe essere pericoloso per gli altri e per se stesso. Che senso hanno tutte queste misure se non riescono a evitare st

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Rimaniamo in California, dove vive, da qualche anno, la guru mondiale del decluttering. Marie Kondo, questo il suo nome, confessa di essere diventatameno perfezionista.

Marie Kondo è una di noi

8 February 2023
Marie Kondo è una di noi
By Diarmuid Greene / SPORTSFILE / Web Summit - https://www.flickr.com/photos/websummit/22765900312/, CC BY 2.0, Link

Oggi diluvia e sei in ritardo per l’ufficio: quante scarpe ti cadono in testa dallo scaffale, prima che tu possa avvistare, finalmente, gli stivali per la pioggia? Quanto ci metti a ritrovare nell’armadio quella cravatta che ti ha regalato la zia il Natale scorso, ma che è perfetta per l’occasione di stasera? Quanti barattoli cominciati di shampoo o bagnoschiuma si accumulano nella tua doccia? E calzini spaiati che non metterai mai più? Penne secche che non scriveranno mai più?

Se la risposta a queste domande è un imbarazzato: “oh, talmente tanti che non saprei contarli…” probabilmente non hai letto The Life-Changing Magic of Tidying Up di Marie Kondo, un manuale che si propone di migliorarti la vita… grazie all'ordine domestico!

La sua autrice è una gracile signora giapponese che rappresenta ormai un monumento universale all’essenziale, alla semplicità, alla filosofia del “poche cose, ma buone. E tutto il resto…via, fuori da casa mia”. Grazie agli insegnamenti della nonna, che le ha trasmesso l’importanza di possedere solo pochi oggetti speciali, Kondo si è trasformata in un punto di riferimento in tutto il mondo. Il suo manuale, uscito nel 2011, ha venduto più di 10 milioni di copi

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Ora voltiamo pagina, andiamo a Roma e parliamo di demografia. La fotografia scattata dall'Istituto nazionale di statistica è impietosa: l'Italia è il paese che invecchia più velocemente nel mondo occidentale. Nel Belpaese si vive a lungo e si fanno pochi figli.

Tsunami d’argento sull’Italia

8 February 2023
Tsunami d’argento sull’Italia
Zoltan Tarlacz / Shutterstock

È nata nel 1910. In Italia c’era il re, le guerre mondiali non erano all’orizzonte, veniva unificata la rete ferroviaria, circolavano solo 8.000 automobili. Domenica Ercolani ha 112 anni ed è la persona più anziana del paese. Mantiene un sorriso pacifico, dietro gli occhiali scuri che le proteggono la vista indebolita. Davanti alle telecamere della Rai confessa il suo segreto di longevità: le tagliatelle. La signora Ercolani è solo la prima di una lunga lista. In Italia, i centenari non sono mai stati così numerosi. Sono quasi 20.000, 19.714 per la precisione. L’83% è donna. È il dato più alto di sempre, quasi raddoppiato rispetto al 2009.

Siamo sempre più robusti, ci curiamo meglio, facciamo mestieri meno usuranti, viviamo bene… l’aspettativa di vita si è allungata. Una buona notizia. Ma c’è un problema: non nascono abbastanza bambini. Mentre aumentano gli anziani, il tasso di natalità è in drastico calo ed è tra i più bassi d'Europa.

Ricordo che quando, nel 2007, uscì il film dei fratelli Coen intitolato Non è un paese per vecchi, io e i miei amici già scherzavamo a ribaltare il titolo. “L’Italia non è un paese per giovani!”, ci dicevamo con un sorriso amareggiato. Allora avevamo 3

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In Italia, ogni anno, un evento musicale ha il potere di riunire tutte le generazioni, dai ragazzi ai più anziani. Può piacere o non piacere, ma è difficile resistere alla tentazione di commentare, anche solo fugacemente, quanto accade sul palco del teatro Ariston nei giorni del festival.

Il Festival di Sanremo torna al teatro Ariston

8 February 2023
Il Festival di Sanremo torna al teatro Ariston
Dmytro Surkov / Shutterstock

Ecco un mio ricordo d’infanzia: mia madre che canticchia in cucina: “Non ho l’età, non ho l’età per amarti”... e poi mi spiega che quella sera del 1964, quando Gigliola Cinquetti cantò il suo amore impossibile in diretta TV, fu la prima volta che guardava la televisione: non ce l’aveva in casa ed erano tutti andati dai vicini per godersi lo spettacolo.

1985: io e mio fratello giochiamo a fare i ribelli sulle note di Vado al Massimo di Vasco Rossi, con la giacca di pelle rubata a nostro padre e una bandana in testa. Ora, mia nipote adolescente si fa i selfie mentre suonano i Måneskin.

Non importa quanti anni tu abbia. Se sei cresciuto in Italia, conservi un ricordo fondamentale, speciale e intimo, di quel rito collettivo che investe il paese ogni anno a inizio febbraio: il festival di Sanremo.

Il “Festival della canzone italiana” viene trasmesso in mondovisione dal teatro Ariston di Sanremo, un piccolo borgo della Liguria, incastonato tra mare e montagne. Ad ogni edizione, lancia brani destinati a diventare classici della musica nostrana. Canzoni che poi, negli anni, si cantano in macchina, alle feste, nei falò in spiaggia: un amico prende la chitarra, accenna due note e tutti ricono

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E già che parliamo di cultura popolare, di tradizioni che si ripetono di anno in anno, con il loro carico di aneddoti e ricordi, non possiamo non dedicare qualche minuto al Carnevale. Per farlo, andiamo nella città in cui si celebra quello più famoso d’Italia: Venezia.

Il Carnevale di Venezia, tra autenticità e turismo

8 February 2023
Il Carnevale di Venezia, tra autenticità e turismo
Axe84 / Shutterstock

Cento gondole incedono lente e ordinate lungo il Canal Grande. Sull’acqua calma e scura della laguna si riflettono i vogatori. 800 figurine a testa in giù, oscillano sulle barche al ritmo dei loro remi, irriconoscibili nei costumi settecenteschi, il volto coperto da maschere variopinte, piene di piume e brillantini. A guidare questa processione di imbarcazioni uniche al mondo, una pantegana di cartapesta, un grosso topo grigio che rappresenta lo spirito popolare e giocoso dell’evento che si celebra: chi mai organizzerebbe una processione solenne in onore di un ratto? Eppure, l'idea della festa è proprio questa: sospendere le regole, capovolgere la logica corrente. E allora sì…un topo merita un omaggio in grande stile!

Siamo a Venezia, ovviamente: solo qui prendono vita scene così magiche e sospese nel tempo da sembrare parte di una sceneggiatura. La parata di cui vi ho parlato, però, non è un film. Si è tenuta davvero il 4 febbraio, per aprire il Carnevale. Una tradizione che è la quintessenza di questa città che “sta sull’acqua e muore piano piano”, come cantava Francesco De Gregori. Una città antica, eppure fragile, effimera, dove più che altrove il futuro è incerto. E allora, non

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