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28 December 2022

Episode #372

21 December 2022

Episode #371

14 December 2022

Episode #370

7 December 2022

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30 November 2022

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Episode #365

2 November 2022

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 30 novembre 2022. Io sono Chiara, insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Questa settimana, cominciamo il nostro percorso in Cina, dove la rabbia popolare verso la politica “zero Covid” imposta dal governo è esplosa con forza. A Shanghai, Pechino, Wuhan, Canton, nella provincia dello Xinjiang. Le proteste sono in aumento ovunque nel paese. Domenica 27 novembre, l’esasperazione era alle stelle a Shanghai e in diverse università di Pechino. I manifestanti, spesso, stringono tra le mani un foglio di carta bianco, un simbolo potente, nella sua muta eloquenza, contro la censura imposta dal regime. In Cina, il bianco è il colore del lutto.

La Cina vive un momento di tensione

30 November 2022
La Cina vive un momento di tensione
Shag 7799 / Shutterstock.com

La società multinazionale taiwanese Foxconn è oggi la più grande produttrice al mondo di componenti elettronici, e vanta tra i suoi clienti giganti come Amazon, Apple, Dell, Microsoft, Nintendo e Nokia. Pur essendo, come dicevamo, di proprietà taiwanese, l’azienda è molto presente pure nella Cina continentale.

Di Foxconn, e dell’enorme fabbrica che la società possiede nella città cinese di Zhengzhou, nella centrale provincia di Henan, si è parlato molto in questi giorni.

Nella notte tra il 22 e il 23 novembre, nello stabilimento, un colosso nel quale lavorano 200.000 operai, è scoppiata una rivolta. Scintilla del conflitto: una serie di difficoltà legate al draconiano lockdown imposto dalle autorità dopo che, a fine ottobre, sono stati rilevati numerosi casi di positività al Covid all’interno del complesso.

Le immagini delle proteste, apparse sui social cinesi e su numerosi giornali occidentali, gelano il sangue. Per la loro violenza, e perché sembrano uscite da una distopia, da un videogame malvagio. Lo scontro è crudo, inquietante. Orde di vigilanti sanitari e agenti di polizia armati di manganelli e scudi antisommossa — figure senza volto, coperte di tute protettive bianche — agg

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La Coppa del Mondo del Qatar — “il mondiale dello sport washing” — è attualmente al centro di grandi polemiche.

Il Mondiale del cinismo

30 November 2022
Il Mondiale del cinismo
Noushad Thekkayil / Shutterstock.com

Mi ero ripromesso di boicottare il Mondiale del Qatar… ma, a volte, è difficile resistere. E così, ho scelto un compromesso. Non seguo le partite dall’inizio alla fine; vedo solo qualche momento, frammenti di gioco a caso”, mi diceva l’altro giorno un amico di Malaga all’indomani della vittoria della Spagna contro la nazionale del Costa Rica, battuta 7 a 0. Quello del mio amico è, oggi, il dilemma di milioni di persone, combattute tra la passione per il calcio e il disgusto verso un regime, quello qatariota, che calpesta, nel modo più insolente, diritti e libertà.

Un dilemma non da poco, perché il campionato mondiale di calcio che si sta giocando in questi giorni in Qatar ha generato malumori, indignazione e polemiche sin dal momento — dodici anni fa — in cui è stato assegnato al piccolo, e ricchissimo, emirato del Golfo Persico.

Un’assegnazione che è sempre sembrata assurda, illogica, sbagliata. Date le altissime temperature che affliggono la penisola arabica nei mesi estivi, infatti, la Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022, si gioca, per la prima volta nella storia, in autunno, con un’alterazione del normale andamento dei calendari calcistici mondiali.

Per non parlare, poi, dei sospett

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Continuiamo a parlare di calcio, con un famosissimo giocatore italiano.

Gianluigi Buffon, su calcio femminile e Qatar

30 November 2022
Gianluigi Buffon, su calcio femminile e Qatar
cristiano barni / Shutterstock.com

Il canale televisivo La7 è stato un apripista, inaugurando un nuovo spazio dedicato al calcio femminile, per troppo tempo ignorato, relegato ai margini del panorama sportivo nazionale. La svolta ha preso forma nell’estate del 2021. Come raccontava, infatti, allora, la giornalista e conduttrice televisiva Cristina Fantoni, La7 si apprestava in quel momento a lanciare un nuovo programma, pensato, appunto, per dare visibilità al talento e all’energia del campionato di calcio femminile. Una partita a settimana, il sabato pomeriggio, accompagnata da commenti e analisi tecniche. Nella migliore tradizione del calcio professionale.

Insomma, sembra che qualcuno, ai vertici decisionali dell’universo sportivo italiano, abbia finalmente intravisto, nel calcio femminile, un grande potenziale strategico. Il calcio femminile, sentiamo dire ora, è emozione, spettacolo, business. Un’ovvietà? Sì. Eppure, c’è voluto del tempo per arrivare a questo punto.

Lo scorso 19 novembre, in un’intervista con Cristina Fantoni su La7, Gianluigi Buffon — mitico portiere della Juventus, oggi al Parma — si è espresso sul tema. Buffon ha osservato come, negli ultimi anni, grazie a una campagna di investimenti, il calc

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Dal mondo del calcio, passiamo ora a quello dell’arte, che ci riserva una sorpresa.

Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi

30 November 2022
Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi
Wikimedia Commons

Il 4 agosto 2020, poco dopo le sei del pomeriggio — l’ora del traffico nelle vie del centro, delle passeggiate sul lungomare — un’esplosione violentissima scuoteva il porto di Beirut. Una fitta nube di fumo color arancio divorava il cielo. L’onda d’urto invadeva veloce ogni cosa — le vie affollate di Hamra, i palazzi di Achrafieh —, lasciando ovunque grumi di cemento, schegge di vetro e metallo. Pesantissimo il bilancio della tragedia: oltre 200 morti, quasi 7000 feriti.

A causare l’esplosione erano state 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, stoccate dal 2013 in un magazzino del porto, vicino a fuochi d’artificio e carburante. Una vera bomba a orologeria.

Tra le vittime dell’esplosione, c’era pure il palazzo Sursock, splendido edificio costruito, tra il 1850 e il 1860, in stile gotico veneziano. Mobili di pregio, immensi tappeti, una biblioteca multilingue, dipinti di Luca Giordano, Guido Reni, Artemisia Gentileschi.

E proprio attorno ad Artemisia Gentileschi, pittrice barocca di scuola caravaggesca, ruota la storia che vi voglio raccontare.

Come ha scritto il sito Artnet.com, un dipinto anonimo, conservato nel palazzo Sursock, e gravemente danneggiato nella tragica esplosione,

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Di colpi di scena e misteri è, senza dubbio, colma la biografia di Cristoforo Colombo.

I segreti di Cristoforo Colombo

30 November 2022
I segreti di Cristoforo Colombo
Wikimedia Commons

Sulla sommità di un’alta colonna, al centro del Portal de la Pau di Barcellona — la bella piazza ellittica che crea un ponte ideale fra La Rambla e il mare — Cristoforo Colombo, il famoso navigatore genovese, indica, il braccio destro teso, la via delle Americhe.

Genovese? Su questo punto, in realtà, le opinioni divergono. Come raccontava, infatti, lo scorso 22 novembre, il Guardian, alcuni ricercatori, spinti dal desiderio di verificare una teoria secondo la quale Colombo non sarebbe nato a Genova, ma nella regione spagnola della Galizia, hanno riesumato le ossa di un ecclesiastico vissuto nel XV secolo.

I libri di scuola raccontano che Colombo nacque a Genova nel 1451. Ma non tutti, come dicevamo, sono d’accordo. C’è chi sostiene, infatti, che il celebre esploratore fosse nato nella penisola iberica: in Catalogna, a Valencia, a Guadalajara, in Galizia, o in Portogallo. In quest’ultimo caso, la questione assumerebbe un ulteriore velo di mistero, dato che, come scriveva La Stampa il 23 novembre scorso, tale interpretazione farebbe di Colombo “una spia ingaggiata per sviare l’attenzione della corona spagnola dal continente africano e dai suoi tesori”.

Ma rimaniamo in Galizia. A Vilaga

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