La visita che la speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha realizzato lo scorso martedì 2 agosto a Taiwan rappresenta un simbolo, una coraggiosa affermazione di principio. Un gesto di solidarietà verso un territorio minacciato dalla crescente prepotenza geopolitica del regime autoritario di Pechino. E davanti alla prepotenza di un regime autoritario, il silenzio e la passività — il fare finta di nulla per non provocare l’ira del bullo di turno — non portano a niente di buono. La tragedia ucraina lo dimostra con eloquenza.
Il governo di Pechino — lo sappiamo — non gradisce le “interferenze” straniere nei suoi “affari interni”. E per Pechino, Taiwan è solo un territorio ribelle, una provincia che dovrebbe essere parte integrante della Cina. Un errore storico da correggere, prima o poi.
La visita di Pelosi, pur essendo giusta e legittima, è tuttavia apparsa come una mossa estremamente pericolosa. Soprattutto per il momento scelto.
Un momento molto delicato per il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, che, in un contesto economico tutt’altro che roseo, si prepara ad affrontare, il prossimo autunno, il 20° Congresso nazionale del Partit
In vista delle elezioni del 25 settembre, i tre protagonisti del centrodestra — Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni — hanno saputo esibire un’invidiabile compattezza, diffondendo alla stampa la prima bozza di un programma di governo dal titolo ottimista: L’Italia, domani. Fedeltà alla NATO, federalismo fiscale, elezione diretta del presidente della Repubblica, sostegno alla natalità, sicurezza e contrasto all’immigrazione illegale sono alcuni dei punti toccati nel documento, stilato dai tre leader con rapidità e, almeno apparente, sintonia.
Non altrettanto si può dire del fronte opposto, quello del centrosinistra. Lì, infatti, la sintonia scarseggia, ma abbondano incompatibilità ideologiche e caratteriali, vecchi contrasti e nuovi dissapori.
Al centro delle danze, Carlo Calenda, europarlamentare, ex ministro dell’Economia e segretario del partito da lui fondato nel novembre 2019, Azione, una formazione progressista di orientamento social-liberale il cui nome è un omaggio a un modello storico—il Partito d’Azione, creato nel 1853 dal filosofo risorgimentale Giuseppe Mazzini, promotore di un progetto politico democratico e repubblicano.
Ma torniamo a Carlo Calenda. Lo sc
Mercoledì 20 luglio, mentre nel panorama della politica italiana si profilava il crollo definitivo del governo Draghi, ogni canale televisivo rivoluzionava il proprio palinsesto per seguire, minuto per minuto, quell’assurdo sfumare di una stagione politica. Telegiornali, approfondimenti, interviste ai protagonisti del dramma, collegamenti speciali dalla sede del parlamento.
A coordinare questo sforzo collettivo, molti volti noti del mondo del giornalismo italiano. Primo fra tutti, Enrico Mentana, autore e conduttore televisivo le cui maratone informative sono ormai un classico nei momenti ad alta tensione politica.
Contemporaneamente all’informazione televisiva, tuttavia, un altro tipo di spazio informativo vibrava senza posa mercoledì 20 luglio. Un mondo mediatico parallelo, teso a commentare gli stessi eventi, gli stessi colpi di scena. Con uno stile, e un pubblico di riferimento, ben diversi.
Degli ultimi sviluppi della politica italiana — crisi di governo, elezioni anticipate — si parlava infatti, e molto, pure su Instagram e TikTok.
Proprio così. Instagram e TikTok, un tempo due spazi eminentemente ludici, puntano ora, sempre più, sull’informazione, su una narrazione attenta de
Già lo scorso 25 giugno, nel corso di un evento organizzato a Castel dell’Ovo, a Napoli, aveva lodato i sindaci di tutta Italia. Ora che ‘Insieme per il futuro’ — il gruppo parlamentare che ha creato lo scorso 21 giugno dopo aver abbandonato il Movimento 5 Stelle — è una realtà attiva a tutti gli effetti, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio appare davvero instancabile nel corteggiare gli amministratori locali.
‘Insieme per il futuro’ non è un partito, aveva precisato Di Maio a Napoli, ma una realtà attenta ai territori, un grande cammino. “Chi vorrà aggiungersi”, aveva poi annunciato il ministro, “sarà il benvenuto: sindaci di città metropolitane e comuni, persone che guardano ai problemi concreti”.
I sindaci, dunque, come fonte di ispirazione. Come esempio di dedizione e impegno pragmatico. Di interesse sincero per i problemi concreti dei cittadini, delle comunità. Problemi reali, tangibili, quotidiani. Efficienza dei trasporti, sostegno all’infanzia e agli anziani, qualità dell’aria, spazi verdi e luoghi di aggregazione sociale, un’offerta culturale dinamica ed economicamente accessibile. Sono queste le cose che fanno di una città, grande o piccola che sia, un luogo in cui è b
“I visitatori premiano i musei sostenibili o impegnati in progetti educativi”, mi diceva, qualche giorno fa, un’amica che lavora, come esperta in pubbliche relazioni, per un grande museo europeo. È vero. Ormai i grandi musei del mondo, anche quelli eminentemente dedicati all’arte, sanno che organizzare mostre e installazioni esteticamente interessanti non basta. Nella corsa ad attrarre visitatori, e finanziamenti, ora, c'è un’attenzione sempre più forte, esplicita e crescente, non solo alla didattica, ma anche alla sostenibilità ambientale. C’è un impegno, sempre più visibile, a creare uno spazio volto a limitare al massimo impatto ambientale e sprechi energetici. Lo stesso discorso vale, naturalmente, anche per altre istituzioni culturali.
Un esempio virtuoso in questo campo lo troviamo a Milano, nel Teatro alla Scala, che quest’anno ha approfittato della pausa estiva per realizzare una serie di interventi di restyling. Con una nota, i responsabili del prestigioso teatro lirico, lo scorso 1 agosto, hanno comunicato due importanti novità. La prima riguarda le tappezzerie dei palchi, che saranno sostituite con un nuovo materiale, adatto a migliorare l’acustica della sala.
Il secondo