Da settimane, la notte, il cielo di Nuova Delhi riflette il bagliore ambrato del fuoco. Quello di migliaia di pire funerarie che bruciano in cremazioni di massa improvvisate sui marciapiedi, nei parcheggi, ovunque ci sia posto. La capitale federale, come molte altre città indiane, vive oggi un’immane catastrofe umanitaria, legata a una seconda ondata pandemica particolarmente feroce.
Come ha osservato, lo scorso 30 aprile, sulle pagine del New York Times, il giornalista e scrittore indiano Aman Sethi, due mesi fa, il Partito Popolare Indiano — il partito attualmente al governo — annunciava che l’India aveva “sconfitto il Covid, grazie alla competente, ragionevole, impegnata e lungimirante leadership del primo ministro Narendra Modi”. A gennaio, Modi, intervenendo al Forum economico di Davos, dichiarava che il suo paese “aveva salvato l’umanità da un grande disastro, contenendo efficacemente l’espansione del Covid”. Una versione dei fatti che aveva fatto breccia anche nella stampa occidentale. Tanto che, per esempio, lo scorso 31 gennaio, il Corriere della Sera pubblicava un articolo con un titolo incautamente ottimista: Coronavirus in India, pochi casi e un’ipotesi: immunità di greg
Nato nel 1995 come parte della famiglia Condé Nast, il sito gastronomico Epicurious — un nome che strizza l’occhio a un’antica dottrina filosofica legata, nell’immaginario comune, ai piaceri della vita — ha sempre avuto un’anima flessibile, attenta ai problemi e al clima culturale di ogni epoca. E oggi, come raccontava un articolo pubblicato sul Guardian la settimana scorsa, ha deciso di compiere un passo concreto contro il cambiamento climatico.
La notizia è stata ufficializzata lo scorso 26 aprile su Twitter: Epicurious ha deciso di tagliare drasticamente lo spazio che dedica alla carne bovina, che non comparirà più tra gli ingredienti delle nuove ricette proposte ai lettori. L’obiettivo della svolta, precisa la leadership dell’azienda, è quello di invitare il pubblico ad adottare un’alimentazion più consapevole, e più sostenibile a livello ambientale. “Non vogliamo continuare a pubblicizzare uno dei settori economici che più contribuiscono al cambiamento climatico. Eliminare dalla nostra tavola anche un solo ingrediente — la carne bovina — può avere un impatto enorme nel rendere la nostra cucina più rispettosa dell’ambiente”, hanno scritto David Tamarkin e Maggie Hoffman sul si
Il cammino professionale, e umano, di Vanessa Ferrari fa davvero onore all’appellativo della sua città, Brescia, la “Leonessa d’Italia”. Nella primavera del 1849, Brescia, che faceva parte allora del Regno Lombardo-Veneto, una struttura politica legata all’Impero austriaco, si ribellò contro la dominazione straniera resistendo, con tenacia e coraggio, per giorni. L’episodio, che passerà alla storia come le ‘Dieci giornate di Brescia’, venne celebrato da Giosuè Carducci nel 1877. “Brescia la forte, Brescia la ferrea, Brescia leonessa d’Italia”, scrisse il poeta nell’ode Alla Vittoria.
Vanessa è come la sua città. Caparbia e coraggiosa. La sua è una storia fatta di talento e disciplina. E di un’immensa forza di volontà. Una storia complessa, un’altalena di successi e momenti difficili. Ma lei non si è mai arresa. Ha sempre saputo rialzarsi, superando ogni difficoltà, fino al successo più recente.
Lo scorso 25 aprile, a Basilea, in Svizzera, nella giornata finale della nona edizione dei campionati europei individuali di ginnastica artistica, Vanessa Ferrari ha conquistato una medaglia di bronzo, con una splendida serie di esercizi a corpo libero.
Per Vanessa, che ha compiuto 30 anni lo
Avevo visto In the Mood for Love diversi anni fa, sarà stato il 2005 o il 2006, e ricordo che mi era piaciuto moltissimo. All’epoca, l’avevo apprezzato in un modo emotivo, estetico, organico. Rivedendolo ora, l’ho osservato con occhio più maturo, forse più analitico. E devo dire che mi è piaciuto ancora di più. L’ho trovato perfetto. Semplicemente perfetto.
Perfetta è la coppia che formano Maggie Cheung e Tony Leung nei panni dei due protagonisti, due vicini di casa che si innamorano nella Hong Kong d’inizio anni Sessanta.
Traditi dai loro rispettivi coniugi (di cui noi spettatori non vedremo mai il volto), Su Li-zhen, segretaria di una compagnia di navigazione, e Chow Mo-wan, caporedattore di un giornale, intrecciano, con silenziosa grazia, un legame che, sin dal primo minuto, appare ambiguamente controfattuale. In the Mood for Love è un film sull’amore e la solitudine. Sulle occasioni perdute e il sapore agrodolce della nostalgia. Sul fascino infrangibile che solo una storia d’amore eternamente sospesa può avere.
Wong Kar-wai viene spesso paragonato a Michelangelo Antonioni. Alla base di questa analogia, il gusto per una narrazione onirica, ellittica e astratta, affidata a gesti,
Si racconta che Liz Taylor, mentre si trovava a Roma, nel 1961, per le riprese del film Cleopatra — una delle pellicole più costose della storia del cinema —, amasse passare le sue ore libere nella boutique Bulgari di via dei Condotti 10, vicino a piazza di Spagna. Lì, c’era una saletta, ammobiliata con comodi divani, che offriva all’attrice, all’epoca all’apice della fama, uno spazio di quiete e bellezza. Quel salottino porta oggi il suo nome e, dallo scorso 21 aprile, è uno dei punti centrali della mostra che Bulgari dedica al pittore e scultore futurista Giacomo Balla.
In questi giorni, nel salottino Taylor, fa bella mostra di sé Linea di Velocità + cielo + rumore, una delle opere più rappresentative della produzione di Balla e dell’intera estetica futurista italiana. Chissà se piacerebbe a Liz.
Il futurismo italiano, sul quale spesso pesa negativamente l’ombra di un certo legame col fascismo, è stato un movimento d’avanguardia eclettico e figlio del suo tempo. Tra gli elementi esaltati dalla poetica futurista: la città e il dinamismo della vita urbana, il progresso tecnologico e il ruolo dell’individuo nella società.
Il 20 febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti, leader e teor