Joe Biden è diventato il primo presidente degli Stati Uniti a riconoscere formalmente con la parola “genocidio” lo sterminio di circa 1,5 milioni di armeni, perpetrato tra 1915 e il 1916 dalle forze dell’allora Impero ottomano.
Sabato 24 aprile, giorno del 106esimo anniversario dall’inizio delle deportazioni e delle stragi, la Casa Bianca ha pubblicato una dichiarazione firmata dal presidente Biden, nella quale si legge: “Ogni anno, ricordiamo le vite di tutti quelli che sono morti nel genocidio armeno in epoca ottomana, e ci impegniamo a prevenire che tali atrocità accadano nuovamente”.
Una presa di posizione, questa, che il primo ministro dimissionario dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha definito come “un passo potente”. Tutt'altra reazione, invece, quella del ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, che su Twitter ha scritto che il governo di Ankara “condanna totalmente questa spiegazione, la cui unica base è il populismo”.
Le dinamiche che portarono all’uccisione di massa della popolazione cristiana armena sono piuttosto complesse. Il massacro ebbe luogo in un periodo storico in cui le truppe dell’Impero ottomano, coinvolto nella prima guerra mondiale, erano state più volte sc
Martedì 20 aprile, è arrivato il verdetto della giuria popolare che a Minneapolis, nel Minnesota, doveva esprimere un giudizio sull’omicidio di George Floyd, l’uomo afroamericano brutalmente soffocato il 25 maggio del 2020 dall’ex agente di polizia Derek Chauvin, in pieno giorno e davanti a numerosi testimoni.
Come sappiamo, il video della morte di Floyd, realizzato da Darnella Frazier, una studentessa afroamericana di diciassette anni, è circolato sui social network e nelle televisioni, dando vita a una potente ondata di indignazione collettiva. Nei giorni successivi alla tragedia, una lunga serie di manifestazioni di protesta hanno scosso gli Stati Uniti, e il mondo intero. Il messaggio era lo stesso ovunque: no alle discriminazioni e alle violenze della polizia contro le persone di colore. No al razzismo sistemico.
Derek Chauvin, l’ex agente di polizia che, durante l’arresto, per quasi dieci minuti, ha tenuto George Floyd ammanettato e immobilizzato, pancia a terra, premendogli un ginocchio sul collo, è stato dichiarato colpevole di tutti i capi di accusa a suo carico. La decisione dei dodici giurati è arrivata dopo appena dieci ore di deliberazione, segno di una completa unanimi
Con l’estate ormai alle porte e una campagna vaccinale che procede a ritmi ancora piuttosto lenti, il mondo del turismo italiano è in grande agitazione. Molti operatori del settore, temendo di veder sfumare i loro ricavi per il secondo anno consecutivo, si sono rivolti alla classe politica, alla ricerca di soluzioni concrete.
La questione, come possiamo immaginare, è particolarmente sentita nelle piccole isole, che non hanno industrie e vivono solo di turismo. Per questo, da settimane, si discute sull’idea di trasformare questi territori in zone Covid-free, nel tentativo di agevolare una rapida ripartenza del turismo e salvare la stagione estiva.
L’idea delle isole Covid-free si ispira al modello sviluppato quest’anno dalla Grecia, che ha realizzato un efficiente piano di immunizzazione a tappeto sulle sue isole, che potranno accogliere i turisti, in totale sicurezza, già nel mese di maggio.
Sulla scia di quanto fatto dalle autorità elleniche, i sindaci di molte piccole isole italiane hanno iniziato a chiedere al governo di dare priorità alla vaccinazione dei loro residenti. Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, si è mostrato favorevole all’idea.
La regione Campania è stata pa
Come ogni anno, la prestigiosa rivista statunitense Forbes ha pubblicato la classifica dei 30 under 30 più influenti d’Europa, ovvero una rosa di giovani al di sotto dei trent’anni che con talento, creatività e spirito d’iniziativa stanno portando una rivoluzione positiva in una serie di campi, come sport, finanza, arte, cultura, scienze, commercio, marketing, e via dicendo.
Nella sezione italiana della classifica di Forbes, spiccano nomi molto interessanti. Come, per esempio, quelli degli imprenditori Andrea Castiglione e Giada Zhang, dello scienziato Hady Milani e della pallavolista Paola Egonu. Andiamo a vedere chi sono, e cosa li rende speciali rispetto a tanti loro coetanei.
Giada Zhang, nata a Cremona nel 1995 da genitori cinesi, è la co-fondatrice di Mulan Group, prima azienda ad aver portato nelle maggiori catene di supermercati cibi pronti della tradizione gastronomica orientale, realizzati con ingredienti italiani al 100%.
Andrea Castiglione, 29enne, è invece il co-fondatore di Efforce, una società che si occupa di aiutare le imprese a trovare investitori per sostenere progetti di efficienza energetica, utilizzando la tecnologia blockchain.
Forbes ha poi inserito nella sua
Come tutti sappiamo, Verona è la città in cui il drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare ambientò il suo celeberrimo dramma Romeo e Giulietta. Qui, nel cuore della Pianura Padana, da tempo è in corso un acceso scontro tra due fazioni opposte. Un conflitto molto più legato all’interesse economico che alle rivalità familiari descritte nella tragedia shakespeariana. Un conflitto legato all’utilizzo di uno spazio privato.
I protagonisti della disputa sono, da una parte, l’amministrazione comunale del sindaco Federico Sboarina, dall’altra, i proprietari di una serie di negozi legati al palazzo medioevale situato in via Cappello 23, nel centro storico della città. In questo edificio, leggenda vuole si trovi il balcone sul quale Giulietta avrebbe confidato alla luna i suoi sentimenti per Romeo.
Il cortile interno dell’edificio, celebrato in tutto il mondo come il luogo dell’amore per eccellenza, negli anni, è diventato uno dei maggiori punti di attrazione turistica di Verona. Sfruttando l’ingresso gratuito, ogni anno, circa due milioni di visitatori entrerebbero nel piccolo cortile, uno spazio di circa 400 metri quadrati dove, in epoca pre-pandemica, nei giorni più affollati, si acc