Martedì 6 aprile, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sono volati ad Ankara, capitale della Turchia, per partecipare a un incontro ufficiale con il presidente Recep Tayyip Erdogan. Obiettivo del viaggio, rilanciare il dialogo e la cooperazione su questioni relative alla politica estera e la sicurezza comune.
Ultimamente, le relazioni diplomatiche tra UE e Turchia hanno vissuto diversi momenti di tensione. Ricordiamo, ad esempio, le preoccupazioni sollevate, qualche tempo fa, dalle aggressive trivellazioni esplorative turche nelle acque del Mediterraneo orientale, ma anche l’acceso scambio di accuse a distanza che lo scorso ottobre ha visto protagonisti Erdogan e il presidente francese Emmanuel Macron sul tema dell'Islam in Europa.
L’incontro avvenuto la settimana scorsa ad Ankara tra il leader turco e due dei massimi rappresentanti delle istituzioni europee è stato oggetto di molte discussioni. Non tanto per la valenza politica dell’evento, ma per il cosiddetto sofagate, un ‘incidente di protocollo’ occorso nella sala del palazzo presidenziale ai danni di Ursula von der Leyen, lasciata senza una sedia
Da alcune settimane si parla molto, un po’ in tutta Europa, del fatto che la Serbia abbia deciso di offrire, gratuitamente, un vaccino contro il Covid a chiunque si presenti in uno dei punti adibiti alla vaccinazione, senza fare alcuna distinzione di età, professione, residenza e, persino, nazionalità.
Unico requisito richiesto: la compilazione di un modulo online che si trova sul sito del ministero della Salute serbo e che serve a prendere un appuntamento, scegliere il luogo della somministrazione ed esprimere la propria preferenza sul farmaco che si desidera ricevere. La gamma di alternative è ampia: Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Sputnik V e Sinopharm.
La decisione della Serbia è frutto di una campagna vaccinale che va a gonfie vele: su circa sette milioni di abitanti, più della metà della popolazione adulta avrebbe già ricevuto una prima dose. Nel Paese, al momento, ci sarebbe una certa abbondanza di fiale. Una situazione dovuta, in gran parte, al fatto che il governo avrebbe stipulato una serie di accordi privati direttamente con diverse aziende farmaceutiche, garantendo così al Paese un ampio approvvigionamento. Una parte della cittadinanza serba, inoltre, starebbe anc
Mercoledì 31 marzo, il governo Draghi ha approvato un decreto-legge che prevede l’allontanamento delle grandi navi da crociera dalla città di Venezia. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha commentato il fatto dicendo che si tratta di una decisione corretta e attesa da anni.
Il traffico crocieristico e mercantile nelle acque di Venezia viene infatti criticato da diverso tempo, e per varie ragioni. Le grandi navi inquinano molto e hanno un forte impatto negativo sia sulla qualità dell’aria che sull’ecosistema lagunare. Inoltre, il moto ondoso generato dal loro passaggio minaccia la sicurezza infrastrutturale dei delicati edifici della città. A questi problemi, bisogna poi aggiungere i rischi legati a fuoriuscite di carburante o eventuali incidenti.
“Chiunque in questi ultimi anni sia stato a Venezia, cittadino italiano o del mondo — ha detto il ministro Franceschini — è rimasto sconvolto nel vedere queste navi lunghe centinaia di metri, e alte come grattacieli, passare in luoghi così fragili come il Canale della Giudecca, o davanti piazza San Marco”.
I problemi legati alla presenza delle grandi navi da crociera nelle acque di Venezia, in ogni caso, travalicano la sfera este
Come sappiamo, a causa della pandemia del coronavirus e delle misure disposte dal governo per il contenimento dei contagi, i musei e gli spazi espositivi di tutta Italia sono stati costretti a chiudere, momentaneamente, i battenti. In alcuni casi, però, l’arte ha trovato comunque il modo di mostrarsi al pubblico. Come a Napoli, ad esempio, dove, all’interno di un supermercato del centro storico è stata organizzata una mostra intitolata “Aggiungi al carrello”.
Nata dalla collaborazione tra il gallerista Luigi Solito e la curatrice d’arte Carla Travierso, la mostra ha visto la partecipazione di cinque artisti, le cui opere, tutte aventi come filo conduttore il concetto di alimentazione, sono state esposte tra banchi e scaffali.
Il pittore newyorkese Ryan Mendoza, per esempio, ha scelto di presentare una fotografia che ritrae una donna bulimica alle prese con una gran quantità di marshmallow, dolci molto popolari negli Stati Uniti. L’immagine di Mendoza indaga, in maniera provocatoria, il rapporto difficile, e spesso conflittuale, che molte persone hanno con il cibo.
Un altro artista, il napoletano Christian Leperino, ha invece esibito una scultura senza volto che ricorda i corpi piet
Martedì 6 aprile, si è celebrato in tutto il mondo il Carbonara Day, giornata dedicata a uno dei piatti più celebri, amati e imitati della gastronomia italiana. Per l’occasione, milioni di cuochi e appassionati di cucina, blogger e giornalisti si sono dati appuntamento sui principali social network per condividere foto, ricette e consigli sulla tradizionale ricetta.
Parallelamente a queste attività, alcuni importanti pastifici italiani hanno realizzato diversi eventi promozionali e celebrativi. La multinazionale Barilla, per esempio, ha lanciato su YouTube un cortometraggio, raccontando una storia davvero affascinante sulla nascita del celebre piatto.
Esistono varie leggende sulle origini della pasta alla carbonara. Alcune di queste sostengono che la ricetta derivi dalla cucina tradizionale napoletana, altre che tale piatto sia stato inventato dai pastori abruzzesi. La pellicola voluta da Barilla sposa, invece, la cosiddetta “ipotesi alleata”. Secondo questa tesi, il piatto avrebbe avuto origine nel periodo immediatamente successivo alla liberazione di Roma dall’occupazione nazifascista, avvenuta, grazie all’intervento delle truppe americane, nel giugno del 1944.
Durante la loro perma