Cravatta viola e completo nero, il presidente Mattarella ha tenuto un discorso severo, quasi lugubre, lo scorso martedì 2 febbraio, al palazzo del Quirinale. Davanti all’evidente fallimento dell’ipotesi di formare, dopo le dimissioni del premier Conte, un nuovo governo a base politica, Mattarella accennava alla gravità della triplice crisi — sanitaria, sociale ed economica — in cui si trova immerso il nostro paese. “Queste emergenze possono essere fronteggiate soltanto attraverso l'utilizzo efficace delle risorse economiche predisposte dall’Unione europea”, diceva il presidente riferendosi al Recovery Fund. Per non rimanere indifesa oggi, e impreparata ad affrontare il futuro, l’Italia, continuava Mattarella, ha bisogno di un governo che possa contare su un adeguato sostegno parlamentare.
Riconoscendo, però, il fallimento dei colloqui esplorativi svolti fino a quel momento tra le forze politiche dell’arco parlamentare, il Presidente riassumeva la situazione in tono grave. “Ci sono ora due strade, fra loro alternative”, diceva, “dare immediatamente vita a un nuovo governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze attuali, o indire elezioni anticipate”. Pur ricordando che “le elezi
Con l’energia inesauribile di chi difende un diritto in pericolo, una preziosa libertà in assedio, protestano da oltre un mese studenti e professori dell’Università del Bosforo, a Istanbul. È una ribellione pacifica, la loro. Sit-in sull’erba, musica, slogan e striscioni. Una ribellione che il governo turco vuole comunque soffocare. Quanto prima.
È ancora vivo, infatti, nei palazzi del potere, il ricordo della rivolta antigovernativa scoppiata, il 28 maggio 2013, nel parco Gezi. L’imminente costruzione di un centro commerciale nell’area del parco, la scintilla per l’insurrezione popolare. Il crescente autoritarismo della linea politica di Recep Tayyip Erdoğan, all’epoca primo ministro, la ragione di base.
Ora tocca all’Università del Bosforo lottare. Fondato in epoca ottomana, col nome di Robert College, da un imprenditore statunitense, l’ateneo, situato sul lato europeo della città, è uno dei più prestigiosi del paese, ed è famoso per il suo clima culturale aperto e progressista.
Dallo scorso 1° gennaio, l’Università del Bosforo ha un nuovo rettore, Melih Bulu, un imprenditore vicino al partito del presidente Erdoğan — il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) —, la formazi
Quante volte ce l’hanno detto? Per conoscerci davvero, per capire bene quali siano i nostri difetti e i nostri punti di forza, è necessario fare qualche passo indietro e osservare il nostro mondo, e il nostro percorso esistenziale, da lontano, con occhi spassionati, imparziali. Con gli occhi degli altri. È una strategia — un trucco, se volete — che vale per le persone. E vale pure per i paesi. Provate a prendere un giornale straniero, e cercate un articolo che parli di quanto succede nel vostro paese a livello politico, sociale, economico o culturale. Non importa quale sia l’argomento che sceglierete, l’esperimento sarà comunque affascinante. Formativo. Vedrete la vostra realtà sotto una luce inedita. Scoprirete un sacco di cose nuove, un sacco di dettagli. Sfumature che, per qualche misteriosa ragione, vi erano sempre sfuggite.
Quello che vi ho descritto è un esercizio a cui mi dedico spesso. E come potevo, allora, nella furiosa tempesta politica in cui da metà gennaio naviga il nostro paese, in questo dramma in tre atti tipicamente italiano, rinunciare alla tentazione di leggere qualche giornale straniero? Come potevo resistere alla curiosità di vedere come si osservava, all’est
La cosa che più mi colpisce mentre osservo, sullo schermo del mio laptop, il Giovane che tiene in mano un tondello, un ritratto a tempera su tavola di pioppo realizzato dal pittore fiorentino Sandro Botticelli nel 1480 circa, è la sua assoluta modernità. Lo sguardo calmo e malinconico, il ragazzo ci fissa dritto negli occhi. Ironico, e forse un po’ annoiato, ci invita, quasi fosse un gioco o una sfida, a decifrare i suoi pensieri, i turbamenti del suo cuore. Tu che oggi mi contempli, sembra volerci dire, non essere uno spettatore passivo della mia bellezza. Osa. Partecipa. Accendi un dialogo. Diventa protagonista anche tu, con le tue ipotesi e le tue interpretazioni, della creazione di quest’opera d’arte che occupo da oltre 500 anni.
Ad accentuare il quieto magnetismo del dipinto, l’ambientazione domestica, intima, della scena. Così diversa dalla tensione mistica dell’Annunciazione di Cestello, o dalle effervescenti atmosfere mitologiche della Primavera e della Nascita di Venere. In questo piccolo quadro, non vediamo le dolci colline della Toscana, un bosco misterioso o le imponenti colonne della classicità romana. Vediamo solo geometrie astratte, campi di puro colore. Il cielo inva
Non ho bisogno di dirvelo io. Il 2020 è stato un anno di grandi cambiamenti; la maggior parte, indesiderati. Ma forse, a ben guardare, anche nell’anno incredibilmente difficile che ci siamo lasciati alle spalle, ci sono state delle scintille di luce. Un esempio? La lettura. Stando ai dati offerti dagli esperti del settore, l’anno scorso, abbiamo comprato più libri. E questo, naturalmente, è un fatto positivo.
I dati raccolti dall’Associazione italiana editori sul 2020 parlano chiaro: mostrano una crescita, lieve ma concreta, nel mercato cartaceo e un boom innegabile nel campo degli ebook e degli audiolibri.
Il mercato editoriale italiano, insomma, ha saputo reagire allo shock delle prime settimane dell’epidemia. Dopo l’impatto del nuovo virus, dopo un momento di stasi e smarrimento, librai ed editori hanno saputo reagire con creatività e spirito di collaborazione.
I risultati di tanto impegno, come vi dicevo, si vedono. Nel corso del 2020, il mercato dei romanzi e della saggistica è cresciuto del 2,4% rispetto all’anno precedente. A dare impulso alla crescita, naturalmente, soprattutto nei mesi primaverili, è stata la sfera del digitale, con ebook e audiolibri.
Un piccolo successo re