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Cari ascoltatori, benvenuti a questo nuovo appuntamento con il nostro programma! Io sono Mario e oggi è mercoledì 11 dicembre. Cominciamo subito la puntata odierna, parlando del flash mob cileno anti stupro e anti violenza, che sta facendo il giro del mondo e che nei giorni scorsi è arrivato anche in Italia.

“Un violador en tu camino”, il flash mob cileno anti stupro e anti violenza arriva in Italia

11 December 2019
“Un violador en tu camino”, il flash mob cileno anti stupro e anti violenza arriva in Italia
Carol Smiljan / Shutterstock.com

Lo scorso fine settimana la rete Non una di meno ha organizzato in tutta Italia decine di manifestazioni contro la violenza sulle donne, riprendendo il flash mob del collettivo cileno LasTesis, che nelle ultime settimane ha fatto il giro del mondo.

“Un violador en tu camino”, uno stupratore sulla tua strada, è un brano coreografato dal ritmo dirompente, creato poco più di un anno fa a Valparaìso, in Cile, da cinque attiviste, che si sono ispirate a un testo dell’antropologa argentino-brasiliana Rita Segato, che in Bolivia ha aperto un aspro dibattito femminista contro il governo dell’ex presidente Evo Morales.

ll flash mob del gruppo LasTesis è stato cantato per la prima volta proprio a Valparaiso, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre, per protestare contro le violenze sessuali e gli abusi, perpetrati dalle forze armate e dalla polizia antisommossa nel contesto delle manifestazioni antigovernative.

Le proteste in Cile sono cominciate a metà ottobre, in seguito all’approvazione, da parte del governo del presidente Sebastián Piñera, di una legge sull’aumento del costo del biglietto della metropolitana. In breve, però, le manifestazioni, pur nate in maniera pacifica, hanno assunto un carattere violento, incarnando la forte esasperazione dei cileni per la corruzione dilagante, che da tempo affligge il Paese..

A seguito della forte azione di repressione della protesta, che ha coinvolto l’intero Paese, molte organizzazioni femministe e per i diritti umani hanno denunciato numerosi casi di abusi sessuali, compiuti da agenti delle forze dell’ordine cilene ai danni di donne detenute.

Il testo “Un Violador en Tu Camino” è stato cantato in un flash mob, anche a Santiago del Cile lo scorso 29 novembre, poi ripetuto in altre città cilene e in diverse parti del mondo, come Città del Messico, New York, Londra, Parigi e Berlino.

Sabato scorso, invece, è stata la volta di Napoli, Genova, Trieste, e soprattutto Roma, dove nel pomeriggio un folto gruppo di manifestanti si è riunito in piazza Cavour, dove si trova la sede della Corte di Cassazione.

Qui le manifestanti hanno riproposto la danza di denuncia del collettivo cileno LasTesis e hanno cantato, accompagnate dall’ipnotico ritmo dei tamburi, il testo di Rita Segato, per l’occasione tradotto in italiano.

L’inno femminista, ormai diventato globale, è uno slogan contro il “victim-blaming”, che afferma con forza che la violenza sessuale non avviene mai per colpa della vittima, ma dell’aggressore. Oggi, purtroppo, si tende ancora a colpevolizzare le donne molestate, o stuprate, perché in qualche modo “se la sono cercata”. Una delle frasi più significative del testo, infatti, in spagnolo recita: “y la culpa no era mìa, ni dónde estaba ni cómo vestía”. In italiano: “e la colpa non era mia, né di dove mi trovavo, né di come ero vestita”.

Il canto cileno punta il dito contro chi commette il crimine, soprattutto quando dice: “L’assassino sei tu, lo stupratore sei tu”. Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”, conclude il testo.

Credo che “Uno stupratore sul tuo cammino” sia uno slogan potente e necessario per combattere il problema della violenza sulle donne e dei soprusi maschilisti.

Sono molto contento che il flash mob cileno stia facendo il giro del mondo, perché bisogna assolutamente evitare che tali episodi passino inosservati o restino impuniti, e soprattutto bisogna ribaltare l’idea che la responsabilità sia, in qualche modo, attribuibile alla vittima.

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Parliamo adesso di un interessante articolo, pubblicato la scorsa settimana dal New York Times, che ha acceso i riflettori sull’industria tessile di Prato, in prevalenza in mano ai cinesi, additandola tra le cause dell’ascesa della Lega in Toscana.

L’industria tessile cinese in Toscana tra le cause dell’ ascesa della Lega

11 December 2019
 L’industria tessile cinese in Toscana tra le cause dell’ ascesa della Lega
Azamat Imanaliev / Shutterstock.com

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Rimaniamo nell’ambito della politica italiana e trasferiamoci a Milano, dove lo scorso Primo dicembre, nonostante la pioggia, si è svolta una grande manifestazione del movimento anti-Lega delle ‘sardine’.

Milano, il movimento anti-Lega delle ‘sardine’ riempie piazza Duomo

11 December 2019
Milano, il movimento anti-Lega delle ‘sardine’ riempie piazza Duomo
Valerio brignola / Shutterstock.com

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Passiamo adesso a parlare della calciatrice anglo-nigeriana Eniola Aluko, che con una lettera pubblicata sul quotidiano The Guardian ha spiegato di voler lasciare Torino, anche a causa di alcuni episodi di razzismo.

L’addio a Torino della calciatrice Eniola Aluko solleva il problema del razzismo nella società italiana

11 December 2019
L’addio a Torino della calciatrice Eniola Aluko solleva il problema del razzismo nella società italiana
Fabrizio Andrea Bertani / Shutterstock.com

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Concludiamo la puntata odierna con una notizia che riguarda il museo Mandralisca di Cefalù, che rischia la chiusura a causa dei tagli dei fondi regionali.

Sicilia, solidarietà per il museo Mandralisca

11 December 2019

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