I data center dell’intelligenza artificiale consumano energia a livelli paragonabili a quelli dei principali Paesi del mondo
Un rapporto dell’Università delle Nazioni Unite, pubblicato il 3 giugno, avverte che l’impatto ambientale dei data center è, ormai, paragonabile a quello di alcune delle maggiori nazioni del pianeta. Secondo il rapporto, nei prossimi quattro anni i data center dedicati all’intelligenza artificiale raddoppieranno il loro consumo di acqua ed energia. Si tratta della prima analisi globale sull’impronta ecologica dell’IA.
Nel 2023, i data center di tutto il mondo hanno consumato 448 trilioni di wattora di elettricità. Una quantità superiore a quella consumata da tutti i Paesi del mondo, ad eccezione di dieci. Inoltre, hanno prodotto circa 189 milioni di tonnellate di anidride carbonica, una quantità pari alle emissioni annuali dell’Argentina. L’adozione sempre più diffusa dell’intelligenza artificiale è ormai diventata un fattore ecologico di primaria importanza.
I ricercatori esortano gli utenti dell'IA a contribuire a ridurre questo impatto formulando richieste meno elaborate e più concise. Osservano che una riduzione del 30% nella lunghezza delle richieste potrebbe diminuire il consumo energetico del 25%. Il rapporto arriva in un momento di crescente attenzione da parte delle autorit