Coronavirus, la grande fuga verso le regioni del Sud Italia
| Milena: | Sabato 7 marzo, nel pieno dell’emergenza coronavirus, una fuga di notizie ha reso pubblica prima del tempo, la bozza del decreto del governo, che stabiliva l’isolamento della Lombardia e di numerose province del nord Italia. Questo ha indotto migliaia di persone a fuggire verso il Sud, per evitare di rimanere bloccate dal provvedimento. Molti hanno preso la propria auto, tantissimi altri, invece, temendo il blocco dei trasporti, hanno preso d’assalto i treni disponibili. |
| Stefano: | Eh sì! Questa ondata di partenze ha generato forti polemiche. Quasi tutti i governatori delle regioni del Sud, timorosi della diffusione del contagio nel proprio territorio, hanno denunciato la grande fuga dalle “zone rosse”. Lo scorso 8 marzo, ho letto sul Messaggero che il governatore della Puglia, Michele Emiliano, aveva esortato i propri concittadini in viaggio a fermarsi e tornare indietro. |
| Milena: | Purtroppo, il governatore ha solo sprecato fiato. I treni sono arrivati a destinazione pieni di passeggeri e un’analoga situazione si è addirittura ripetuta, seppur in misura ridotta, sei giorni dopo, alla vigilia del primo fine settimana, durante il quale la maggior parte di italiani sarebbe dovuta rimanere in casa. A mio avviso, lasciare le regioni più colpite dal coronavirus è stata una decisione criminale, egoista e scellerata. Queste fughe di massa hanno accelerato la diffusione del virus in tutto il resto d’Italia. |