| Milena: | Lo scorso 4 marzo, il piccolo comune di Fossalto, in provincia di Campobasso, ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria ad Abdullah Öcalan, capo del Pkk, il partito dei Lavoratori del Kurdistan, un movimento politico riconosciuto nel 2018 dalla Corte di Giustizia Europea. Öcalan, detenuto nelle carceri turche dal 1999, è diventato un simbolo di libertà e resistenza. Com’era immaginabile, l’iniziativa del piccolo comune italiano, ha suscitato le ire della Turchia, che ha chiesto con forza all’Italia di fermare tutte le iniziative a carattere celebrativo nei confronti di Öcalan. Lo scorso 6 marzo, ho letto su Repubblica che la vicenda ha rischiato di aprire una vera e propria crisi diplomatica tra i due Paesi… |
| Stefano: | Mi pare che quella dei turchi sia stata una reazione piuttosto scontata, Milena. Da molti anni il Paese è in conflitto con il Pkk, che rivendica l’indipendenza politica e culturale del popolo curdo. Per i suoi metodi di lotta armata, l’organizzazione è considerata da numerosi Paesi al mondo un gruppo terroristico a tutti gli effetti … |
| Milena: | È vero! Ci sono tanti altri Paesi, però, che si rifiutano di considerare i membri del Pkk dei terroristi come la Russia, il Brasile, la Svizzera, l’India, l’Egitto e anche le Nazioni Unite. A mio avviso, quello turco-curdo è un conflitto che ha tante sfaccettature e per questo, è di difficile interpretazione… |