Ricercatori scoprono che una permanenza prolungata in Antartide provoca il restringimento di alcune aree del cervello
In un articolo, pubblicato lo scorso 5 dicembre sul New England Journal of Medicine, un gruppo di ricercatori tedeschi ha riferito di aver rilevato restringimenti di porzioni del proprio cervello, durante una monotona permanenza di 14 mesi in Antartide.
Otto scienziati e un cuoco hanno trascorso 14 mesi nella stazione di ricerca tedesca Neumayer III nel continente antartico, dove durante il rigido inverno si registrano temperature anche di -50 gradi Celsius, circa -58 gradi Fahrenheit, e lunghi periodi di oscurità totale. I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia della risonanza magnetica, per catturare immagini del loro cervello prima e dopo l’esperimento, comparandole con quelle di un gruppo di controllo composto da adulti sani. Le scansioni al cervello dei ricercatori hanno rivelato che l’ippocampo si era ridotto del 7 per cento, facendo loro trarre la conclusione che l’isolamento sociale e il monotono paesaggio naturale dell’Antartide erano responsabili del restringimento cerebrale osservato, ritenuto per fortuna reversibile.
Nello studio si sostiene che l’ippocampo, l’area del cervello responsabile della memoria, è suscettibile a fattori di stress come l’isolamento. Le condi