L’istituto AI NOW invoca la necessità di avere leggi che limitino la tecnologia del riconoscimento delle emozioni
Nel suo rapporto annuale, pubblicato a dicembre, l’istituto AI NOW, un importante centro di ricerca, che studia le implicazioni sociali dell’intelligenza artificiale, ha invocato la necessità di nuove leggi, che limitino l’uso della tecnologia del riconoscimento delle emozioni.
Nella relazione si dice che questa tecnologia, basata su una scienza ancora traballante, non è sufficientemente attendibile, quando si tratta di prendere decisioni, che possono influenzare la vita delle persone. L’uso dei software per il riconoscimento delle emozioni è già molto diffuso e potrebbe essere utilizzato per un’ampia gamma di scopi come determinare l’innocenza, o la colpevolezza, di sospetti criminali, per la sicurezza a bordo degli aerei, o per valutare i candidati per un posto di lavoro. Questa tecnologia si basa sull’analisi delle micro espressioni facciali, il tono della voce e la postura del corpo.
Nonostante AI NOW e altre organizzazioni affermino che questa tecnologia allo stato attuale sia ancora lacunosa, allo stesso tempo, però, insistono sulla necessità di leggi, che lascino la porta aperta a ricerche in questo campo, il cui mercato sta riscontrando una rapidissima crescita, con un giro d