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La sconfitta di Viktor Orbán: la fine di un’epoca?

15 April 2026
La sconfitta di Viktor Orbán: la fine di un’epoca?
Alexandros Michailidis / Shutterstock
Dopo 16 lunghi anni al timone dell’Ungheria, Viktor Orbán dovrà lasciare il suo ufficio nell’ex Monastero dei Carmelitani di Buda. Domenica 12 aprile, Fidesz, il partito di ispirazione populista e nazional-conservatrice di cui è presidente, è stato sonoramente sconfitto alle elezioni parlamentari. Il movimento politico TISZA, guidato dall’avvocato ed europarlamentare Péter Magyar, ha conquistato 138 seggi su 199, assicurandosi così una solida maggioranza dei due terzi.

Davanti a questo risultato, a Bruxelles, i vertici dell’Unione europea hanno tirato un lungo sospiro di sollievo. Per anni, Orbán era stato una spina nel fianco. Sbandierando la sua vicinanza alla Russia di Putin ed esercitando un ferreo controllo sui media e sul potere giudiziario, aveva trasformato l’Ungheria in una “democrazia illiberale”. Di fatto, ad appoggiare esplicitamente la sua campagna elettorale, c’erano tutti i leader della destra radicale mondiale: da Javier Milei ad Alice Weidel a Benjamin Netanyahu. Nei giorni precedenti le elezioni, il vicepresidente statunitense JD Vance si era speso personalmente a favore della candidatura di Orbán, accusando, con un certo gusto per il paradosso, l’Unione europea di

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