La sentenza che potrebbe cambiare per sempre i social media
8 April 2026
FotoField / Shutterstock
La protagonista della causa ha oggi vent’anni, ma la storia che in questi giorni l’ha resa famosa comincia molto prima. In tribunale ha raccontato di avere iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a nove, senza incontrare delle reali barriere legate all’età. Col tempo, quelle piattaforme hanno occupato sempre più spazio nella sua vita quotidiana, influenzando i suoi rapporti con la famiglia e la sua percezione di sé. Gli effetti si sono manifestati anche sulla sua salute mentale.
Gli avvocati della giovane hanno sostenuto che funzioni come lo scorrimento infinito, i video che partono automaticamente, le notifiche continue e i feed guidati dagli algoritmi non siano elementi neutrali. Sarebbero invece progettati per trattenere l’attenzione degli utenti il più a lungo possibile, trasformandola in profitto.
Le strategie difensive