Elon Musk nella gabbia di Twitter
23 November 2022
Phil Pasquini / Shutterstock
Il social network americano, molto usato da governi, giornalisti, accademici, politici e attivisti, ha sempre rivestito una grande importanza nell’ecosistema dell’informazione mondiale. Perciò il passaggio di quella piazza digitale da società quotata in borsa a società privata ha destato, fin da subito, preoccupazione.
Una preoccupazione cominciata ad aprile, quando Musk è diventato azionista di maggioranza di Twitter, e ha lanciato una proposta d’acquisto, poi ritirata. Ne è seguito un contenzioso legale che si è concluso a fine ottobre, quando Musk ha sborsato 44 miliardi di dollari ed è diventato proprietario della compagnia.
Tuttavia, a poche settimane di distanza, i più esperti stanno già notando come non sia tanto Twitter a essere uscito dalla gabbia, quanto Musk ad esserci entrato.
Le prime scelte prese, infatti, si sono rivelate a dir poco disastrose. Prima di tutto, anche per ammortizzare i costi dell’azienda, sono stati effettuati massicci licenziamenti. Ciò ha però riguardato figure chiave, come ad esempio gli esperti di privacy, mode