COP27, ambientalismo di facciata e diritti umani
9 November 2022
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Ad ogni Conferenza, le speranze di miliardi di persone si concentrano su un gruppo internazionale di leader ed esperti. L’obiettivo è sempre lo stesso: contrastare l’emergenza climatica, mitigarne gli effetti e ridurre il più possibile le emissioni che avvelenano il pianeta.
Parliamo di problemi che dovrebbero essere la priorità di qualunque paese. Eppure, anno dopo anno, la Conferenza sul clima manca gli obiettivi indicati dalla comunità scientifica. Un po’ come nel film Don’t look up: sappiamo che un asteroide sta per colpire la Terra, sappiamo dove e quando colpirà, ma nonostante ciò non riusciamo a fare quanto servirebbe.
Così a ogni Conferenza si accompagnano anche contestazioni e critiche, in particolare quella di fare “greenwashing”. Una parola che possiamo tradurre con l’espressione “ambientalismo di facciata”: si dà una passata di verde sui problemi, e così ci si convince che nessuno noterà lo sporco.
L’accusa di “greenwashing” è di solito rivolta a leader politici e aziende, tacciati di usare la confe