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Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi

30 November 2022
Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi
Wikimedia Commons
Il 4 agosto 2020, poco dopo le sei del pomeriggio — l’ora del traffico nelle vie del centro, delle passeggiate sul lungomare — un’esplosione violentissima scuoteva il porto di Beirut. Una fitta nube di fumo color arancio divorava il cielo. L’onda d’urto invadeva veloce ogni cosa — le vie affollate di Hamra, i palazzi di Achrafieh —, lasciando ovunque grumi di cemento, schegge di vetro e metallo. Pesantissimo il bilancio della tragedia: oltre 200 morti, quasi 7000 feriti.

A causare l’esplosione erano state 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, stoccate dal 2013 in un magazzino del porto, vicino a fuochi d’artificio e carburante. Una vera bomba a orologeria.

Tra le vittime dell’esplosione, c’era pure il palazzo Sursock, splendido edificio costruito, tra il 1850 e il 1860, in stile gotico veneziano. Mobili di pregio, immensi tappeti, una biblioteca multilingue, dipinti di Luca Giordano, Guido Reni, Artemisia Gentileschi.

E proprio attorno ad Artemisia Gentileschi, pittrice barocca di scuola caravaggesca, ruota la storia che vi voglio raccontare.

Come ha scritto il sito Artnet.com, un dipinto anonimo, conservato nel palazzo Sursock, e gravemente danneggiato nella tragica esplosione,

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