Milano, quando un gelato fa polemica
28 March 2018
La scena si svolge a Milano, in una gelateria di piazzale Siena, una zona anonima, né centro né periferia. Palazzine anni ‘80, un supermercato, un parco circolare con degli alberi e qualche panchina. È il pomeriggio di martedì 20 marzo. Improvvisamente, nel locale entra un personaggio famoso, un volto noto della politica: il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.Salvini chiede un gelato, un cono alla fragola, ma… c’è un problema. Dietro al banco, in quel momento, c’è Nadia Mohammedi, una ragazza di 20 anni, assunta in prova. Sua mamma è italiana, ex assessore alle pari opportunità per Forza Italia. Suo padre è un cittadino italiano di origini algerine che, nota di colore, lo scorso 4 marzo ha votato per la Lega.
Nadia, però, non segue le orme del padre e, non essendo particolarmente entusiasta all’idea di servire il gelato al leader della Lega, si allontana dal banco e delega il compito a una collega. Salvini non le piace, perché, come ha spiegato durante un’intervista rilasciata al programma radiofonico La Zanzara, “è un politico che semina odio tra le persone che vivono in Italia, che gioca col razzismo a fini elettorali”.
La storia, ovviamente, non finisce qui. L’atto di insubo