Elezioni legislative in Italia: una realtà, due letture
14 March 2018
Lunedì 5 marzo, i media italiani pubblicavano un vortice di commenti, analisi e previsioni, nel faticoso tentativo di tracciare il profilo del nuovo panorama politico del paese. A monopolizzare l’attenzione collettiva, due elementi. In primo luogo, un dato di fatto: nessuna formazione politica --né come partito né come coalizione-- aveva superato l’ambita soglia del 40% dei voti, indispensabile per governare il paese. “Chi riceverà l’incarico di formare il nuovo governo?”, si chiedevano esperti e lettori. Matteo Salvini, segretario federale della Lega, il partito più votato nella coalizione del centrodestra? O Luigi Di Maio, il giovane leader del Movimento 5 Stelle che, superando il 32% dei voti, era diventato il primo partito d’Italia? Sulle pagine dei giornali, l’Italia era un paese spaccato a metà. Una mappa bicolore. Il blu del centrodestra dominava al Nord, mentre al Sud e nelle isole, regnava il giallo pentastellato. Qua e là, qualche sparuta chiazza di rosso, il colore del centrosinistra. In questo panorama di stallo e incertezza, molti sostenevano la necessità di celebrare, quanto prima, nuove elezioni.In secondo luogo, poi, i principali giornali italiani, come il Corriere