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Apocalisse, catastrofe, sfacelo! Questi sono soltanto alcuni degli aggettivi che i giornalisti italiani hanno usato per descrivere il risultato della partita tra Italia e Svezia, disputatasi lunedì 13 novembre allo stadio San Siro di Milano.

Un risultato finale di zero a zero che, unito alla sconfitta della partita di andata giocata in Svezia, ha condannato gli azzurri all’esclusione dal campionato del mondo di calcio che si svolgerà in Russia nel 2018.

Potrei stare ore e ore a discutere insieme a voi di scelte tecniche opinabili, del gioco prevedibile e confuso degli azzurri, di errori arbitrali imbarazzanti, di occasioni sprecate e di avversari sicuramente meno talentuosi ma ben disciplinati e determinati nel difendere il prezioso risultato di 1-0 dell’andata.

Potremmo persino metterci banalmente alla ricerca di un capro espiatorio: colpa dell’allenatore, del presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, dei giocatori, del calcio italiano in generale, dei settori giovanili poco valorizzati, ecc. ecc.

Non abbiatevene a male, il processo calcistico preferisco farlo fare ad altri più bravi di me. Io in questo momento preferisco concentrarmi soltanto sui minuti finali della parti

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