L’invasione dei mega-cartelloni pubblicitari e il business dei restauri
15 November 2017
Quasi un anno fa, mentre attraversavo un ponte sul Tevere nei pressi del Vaticano, mi sono accorto che da lontano la bellissima immagine della chiesa di San Pietro era rovinata da un enorme cartellone pubblicitario, appeso su uno dei palazzi in prossimità di via della Conciliazione.Un poster enorme che pubblicizzava un telefonino, se ricordo bene, che serviva a coprire i ponteggi eretti sulla facciata esterna di un palazzo storico durante i lavori di ristrutturazione.
L’immagine a me è risultata subito poco gradevole sia perché in totale disarmonia con l’architettura dei palazzi circostanti, sia perché sproporzionata rispetto al paesaggio urbano circostante. Insomma, come si dice in questi casi, quella pubblicità, secondo me, era come un pugno nell’occhio.
Purtroppo, non è la prima volta che mi capita di vedere immagini simili: palazzi antichi, chiese, teatri ed edifici di vario genere ricoperti da immagini che promuovono profumi, oggetti tecnologici, abbigliamento e quant’altro. Li ho visti a Firenze, Venezia, Roma, Napoli, Milano. Ovunque.
Secondo un articolo pubblicato lunedì 6 novembre dal Corriere della Sera, proprio il capoluogo lombardo sarebbe una delle città più colpite d’I