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Il Senato italiano approva la nuova legge elettorale… e adesso?

8 November 2017
Nomen omen, si diceva nell’antica Roma. E, lasciate che ve lo dica, Rosatellum, il buffo nome della nuova legge elettorale approvata in via definitiva al Senato lo scorso 26 ottobre, non promette nulla di buono. O meglio, non promette uno scenario politico credibile e di facile lettura. Non promette, in altre parole, ciò che l’attuale classe politica italiana dice di volere più di ogni altra cosa: una facile governabilità del paese.

La nuova legge, già approvata con voto segreto alla Camera lo scorso 12 ottobre, ha superato con successo anche lo scoglio del Senato, venendo approvata con 214 voti favorevoli, 61 voti contrari e 2 astenuti. Ad appoggiare il nuovo testo è stata una costellazione politica variopinta, composta da Partito Democratico (PD), Forza Italia, Lega Nord e alcune formazioni minori.

Secondo la nuova legge, il 36% dei seggi parlamentari verrà assegnato con un sistema maggioritario uninominale, mentre il 64% con un sistema proporzionale. Il nuovo quadro legislativo prevede inoltre una ‘soglia di sbarramento’, sia al Senato che alla Camera: il 3% dei voti su base nazionale per i singoli partiti, il 10% per le coalizioni.

La nuova legge armonizza i meccanismi elettorali

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