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Elezioni inglesi: per Theresa May la Brexit si fa più dura

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Giovedì 8 giugno i cittadini britannici sono andati a votare per formare il 57esimo Parlamento del Regno Unito.

La precedente legislatura avrebbe dovuto terminare nel 2020 ma, non contenta dei 330 seggi ottenuti dal suo partito nel 2010, lo scorso aprile Theresa May ha sciolto la Camera dei Comuni e ha indetto nuove elezioni.

Le ambizioni del Primo Ministro, condivise dal partito conservatore dei Tories, erano quelle di consolidare la maggioranza in Parlamento per avere maggior margine di movimento nelle trattative della Brexit.

Se in questi giorni avete letto i giornali, saprete benissimo che i risultati delle votazioni si sono tradotti un vero e proprio schiaffo a Theresa May e alla Brexit.

Su 650 seggi disponibili alla Camera dei Comuni, i conservatori ne hanno ottenuti solo 318 perdendone ben 12, mentre i laburisti guidati da Jeremy Corbyn hanno acquisito 261 seggi guadagnandone 31. Il resto delle formazioni politiche si è diviso i restanti 70 seggi.

Osservando questi numeri, si potrebbe pensare che, dal punto di vista elettorale, i risultati del voto non siano una sconfitta per i conservatori, dato che il partito di Theresa May si è confermato primo partito nel

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