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Corte di Cassazione: anche Totò Riina ha diritto a una morte dignitosa

14 June 2017
Totò Riina, uno dei boss mafiosi più feroci e temibili che l’Italia abbia mai conosciuto, è malato di una grave patologia cardiaca. Al momento, l’86enne ex capo della mafia siciliana si trova nel penitenziario della città di Parma, dove sta scontando, sin dal 1993, una condanna a 16 ergastoli con il regime carcerario speciale del 43bis.

Date le sue condizioni cliniche, più di un anno fa l’avvocato di Riina aveva presentato un’istanza al tribunale di sorveglianza di Bologna per chiedere la sospensione della pena o, al limite, gli arresti domiciliari.

Il 20 maggio del 2016 i giudici bolognesi hanno respinto la richiesta del difensore, specificando che il detenuto era ancora troppo pericoloso per essere lasciato libero.

La vicenda sembrava chiusa, ma lo scorso lunedì 5 giugno si è diffusa la notizia che la Corte di Cassazione aveva annullato tale decisione, sostenendo che la pericolosità menzionata dai giudici bolognesi da sola non basta a negare anche al più pericoloso dei criminali il “diritto a una morte dignitosa”.

Come è stato raccontato dal quotidiano Corriere della Sera, la decisione è stata così rimandata al tribunale di Bologna per essere rielaborata.

I giudici

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