Quando l’omeopatia sconfina nella follia
7 June 2017
Sabato 27 maggio la morte di un bambino di sette anni ha commosso l’Italia. Non è stata una morte improvvisa, né una tragedia inevitabile. Francesco, questo il nome del bambino, è morto per un’otite. Sì, avete capito bene. Morto, nel 2017, per un’infiammazione dell’orecchio che si cura, normalmente, con una terapia antibiotica.Verso la metà di maggio, al sorgere dei primi sintomi della malattia, i genitori del piccolo Francesco -- una benestante coppia di commercianti, entrambi ferventi sostenitori delle medicine alternative -- si erano affidati alle cure di un medico omeopatico.
Non era la prima volta che Francesco si ammalava di otite e, ogni volta, la terapia era sempre la stessa: pillole omeopatiche, niente antibiotici. Un metodo che, finora, era sembrato efficace. Ma questa volta le cose sono andate diversamente, nonostante le rassicuranti parole dell’omeopata che, secondo quanto dichiarato dai genitori, avrebbe visitato Francesco ben due volte, durante la malattia. “Vostro figlio guarirà in fretta”, aveva detto dopo entrambe le visite. Invece, le condizioni di salute del piccolo Francesco continuavano a peggiorare.
Per due settimane l’infezione ha continuato ad agir