Firenze dichiara guerra alla maleducazione
7 June 2017
Firenze, mercoledì 31 maggio. È una calda giornata di tarda primavera e la piazza di Santa Croce è inondata di sole. Sui gradini antistanti la facciata della bella basilica rinascimentale, luogo di sepoltura di Michelangelo, gruppi di turisti consumano un pranzo al sacco. L’atmosfera è allegra e spensierata. I turisti chiacchierano, progettano le prossime tappe della loro visita in città e contemplano i palazzi che incorniciano la piazza. Intorno a loro, lattine e involucri di cibo dimenticati ‘decorano’ il selciato.Alle 13 in punto, una strana processione si profila all’orizzonte. Pantaloni color arancio, guanti e maglietta grigia. Sono gli uomini dell’ALIA, l’azienda comunale della nettezza urbana. Attraversano decisi la piazza e puntano dritto verso la basilica. Armati di lunghi tubi di gomma, gli uomini dell’ALIA incominciano a spruzzare potenti getti d’acqua saponata sul sagrato dell’edificio. Insieme a loro, a dirigere l’operazione, c’è il sindaco di Firenze, Dario Nardella, evidentemente compiaciuto.
Quella che vi ho appena descritto è soltanto la prima tappa di una nuova strategia elaborata dall’amministrazione comunale di Firenze per ‘educare’ i 12 milioni di turist