Crisi del PD, un malcelato scontro di potere
1 March 2017
Domenica 19 febbraio si è svolta a Roma l’assemblea nazionale del Partito Democratico (PD). Il “vivace scambio di opinioni” che ha animato l’incontro ha prodotto due importanti sviluppi. Da un lato, ha spinto l’ex premier Matteo Renzi a presentare le sue dimissioni dal ruolo di segretario del partito. E, dall’altro, ha avviato una scissione da tempo minacciata da alcuni esponenti della cosiddetta “minoranza critica”. La secessione si è formalizzata lunedì 20 febbraio. Quel giorno, un gruppo di dirigenti e parlamentari ex PD, guidati da Pier Luigi Bersani, hanno fondato un nuovo soggetto politico, maggiormente orientato a sinistra: il movimento dei “Democratici e Progressisti”.Ora i riflettori sono tutti puntati sulle primarie del 30 aprile, nel corso delle quali verrà proclamato il nuovo segretario del partito. Tra i candidati: il segretario uscente Matteo Renzi, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Com’è facile immaginare, questo appuntamento allontana automaticamente l’ipotesi -- ventilata spesso nelle ultime settimane -- di elezioni politiche anticipate a giugno.
Un sondaggio realizzato per il Corriere della