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“La morte di Provenzano è una liberazione, gli onesti di Corleone oggi si tolgono dalle spalle un pezzo di storia criminale”, aveva detto Lea Savona, sindaco di Corleone, lo scorso 13 luglio nel commentare la notizia della morte di uno dei capi storici della mafia siciliana. Le sue parole erano un invito, rivolto ai concittadini, a seppellire definitivamente un passato doloroso e ingombrante.

Quella di Corleone, in effetti, è un’eredità pesante. Il nome di questa cittadina distesa sulle colline nella provincia di Palermo è oggi sinonimo di violenza, criminalità, vendetta. Mafia, in una parola. Corleone, infatti, è cupamente famosa nel mondo per aver dato i natali a una schiera di feroci boss mafiosi. Criminali che hanno lasciato un segno nella storia della Sicilia, e dell’intero paese. Due nomi fra tutti: Totò Riina e Bernardo Provenzano.

Ora, però, Lea Savona — una politica dall’a

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