Turchia, a rischio l’eredità di Atatürk
3 August 2016
Domenica 24 luglio, la Turchia laica è scesa in piazza. Una folla di 100.000 persone ha invaso pacificamente piazza Taksim, cuore di Istanbul, per protestare contro il fallito golpe del 15 luglio scorso, ma anche contro la deriva autoritaria che accompagna lo stato di emergenza attualmente in vigore nel paese.Organizzata dal principale partito di opposizione, il socialdemocratico CHP, questa “manifestazione per la democrazia” ha riunito forze politiche diverse contro il “nemico comune” Fethullah Gülen, il religioso sunnita —un tempo amico e alleato di Erdogan— che Ankara ha indicato come l’ideatore del golpe.
Il coro unanime con il quale oggi le voci della politica turca accusano Gülen non è un semplice dettaglio, ma rivela una drammatica verità: in Turchia manca un’opposizione solida e credibile.
Certo, le élite laiche —che si considerano eredi degli ideali del “padre della patria” Atatürk— e le fasce urbane progressiste non approvano l’orientamento islamista e conservatore del governo, ma Erdogan è comunque un leader molto popolare. Non dimentichiamo, infatti, che almeno il 51% degli elettori lo appoggia.
Il segreto del successo del presidente è, in ultima analisi, e