Vinitaly 2016, commercio via web e mercati emergenti in primo piano
27 April 2016
Quest’anno il biglietto di ingresso costava 80 euro. 30 in più rispetto all’anno scorso. L’aumento del prezzo rifletteva il desiderio degli organizzatori di scremare il pubblico, allontanando i visitatori più “incolti”, quelli —tanto per capirci— che ronzano attorno agli stand solo per bere qualche bicchiere in più del solito.Ma oltre a questa nota di colore, sono molte le novità che hanno animato la 50esima edizione di Vinitaly, una prestigiosa fiera internazionale dedicata al vino e ai distillati, che si svolge a Verona ogni anno, nel mese di aprile.
L’appuntamento ha offerto una carrellata di tasting tematici e un ricco programma di conferenze e tavole rotonde sulle dinamiche legate alla domanda e all’offerta del mercato vinicolo. A completare il panorama, poi, c’erano oltre 4.100 espositori, distribuiti su una superficie di oltre 100mila metri quadrati, e una folla di compratori, giornalisti e tecnici del settore provenienti da oltre 140 paesi.
Per il vino italiano il 2015 è stato un anno da mettere in cornice. Le vendite sui mercati esteri —con il Regno Unito e gli Stati Uniti ai primi posti— hanno raggiunto i 5,4 miliardi di euro. Un aumento del 5,4% rispetto al 20