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Shock e incredulità accompagnano la notizia della morte di Prince

27 April 2016
“Non è possibile!” Deve essere stato questo il primo pensiero che ha attraversato la mente di migliaia (o milioni?) di persone lo scorso giovedì 21 aprile, nell’apprendere la notizia della morte di Prince Rogers Nelson, in arte Prince. Di certo, questo è stato il mio primo pensiero, perché è davvero difficile credere che questo genio iperbolico e iperattivo, capace di creare una musica esteticamente perfetta, sublime e popolare al tempo stesso, non ci sia più.

Il suo stile era già perfettamente delineato nel singolo I Wanna Be Your Lover del 1979, il primo grande successo di Prince: il falsetto, l’arabesco degli assoli alla chitarra, la disinvolta fusione di funk e pop... era chiaro già allora che il ragazzo non era una qualunque effimera stellina della scena post-disco soul di quegli anni, ha scritto il critico musicale inglese Barney Hoskyns, in un articolo apparso qualche giorno fa sul quotidiano The Guardian.

Nei primi anni Ottanta, di fatto, Prince era già un artista affermato. Nel 1981 aveva pubblicato con Warner Bros. il suo quarto album, Controversy, un’opera percorsa da una forte corrente politica. Quello stesso anno, sul New York Times usciva un commento firmato dal

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