Inky e il desiderio universale di libertà
20 April 2016
Inky è il nome di un polpo catturato da un pescatore al largo della costa Napier e, all’incirca due anni fa, è stato recluso nell’acquario marino del National Aquarium of New Zealand. A differenza dei protagonisti di Alcatraz, però, il nostro cefalopode non aveva nessuna colpa, se non quella di appartenere a una specie di mollusco assai ricercato per essere l’ingrediente principale di ricette succulente.Rimasto sfortunatamente intrappolato nella rete di un pescatore, il polpo Inky ha avuto però la fortuna di finire all’acquario nazionale invece che nelle cucine di un ristorante.
Un famoso detto italiano, però, dice: la fortuna aiuta gli audaci.
Così, animato da un grande desiderio di libertà, in una notte come tante il polpo neozelandese ha messo in atto il suo piano di fuga. Approfittando dell’assenza dei custodi, Inky ha risalito i bordi della sua vasca, ha sollevato il coperchio rimasto socchiuso, si è buttato sul pavimento, si è trascinato fino a un tubo di scarico, in cui si è intrufolato percorrendo poi 50 metri di condutture fino ad arrivare nelle acque della baia Hawke.
Dunque, come accadde in quel lontano 1962 per Frank Lee Morris e i fratelli Anglin, anche il