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Gli Stati Uniti lasciano l’Unesco

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Dato l’impegno dell’Unesco di promuovere la collaborazione scientifica e l’educazione a livello internazionale, la scelta presa giovedì 12 ottobre dal presidente Donald Trump e dal suo entourage appare come uno schiaffo alla cultura.

Secondo i giornali la decisione dell’amministrazione Trump, per quanto clamorosa, non giunge a sorpresa dopo le numerose contestazioni rivolte dal presidente americano all’Unesco, tacciata di essere un’organizzazione “filo-palestinese e anti-israeliana”. A far precipitare la situazione sarebbe stata una risoluzione risalente allo scorso luglio, con cui si negava la sovranità di Israele sulla città di Gerusalemme vecchia e Gerusalemme est.

Quello che mi chiedo è: perché sono dovuti passare tre mesi prima di rendere pubblica questa decisione? Si tratta di tempistiche normali per situazioni come questa, o c’è dell’altro?

Volendo essere un po’ cinici, potremmo pensare che si tratti di un goffo tentativo dell’amministrazione Trump per distogliere l’attenzione degli americani dai continui fallimenti di riforma dell’Obamacare, o dalle indagini sul ruolo della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016. Chissà…

In ogni caso, per la direttrice generale dell’Unesc

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