Il mito del genio solitario
13 March 2019
Centocinquanta milioni di euro. O forse più. È quanto potrebbe fruttare una banale perdita d’acqua a una famiglia di discendenti di un ufficiale dell’esercito napoleonico. Ma andiamo per ordine. Questa storia comincia a Tolosa, nel 2014. Durante i lavori per il restauro della soffitta di un appartamento, emerge un quadro —un grande olio su tela— nascosto in un’intercapedine. Il dipinto raffigura una scena biblica: Giuditta e Oloferne.
Il soggetto scelto, caro a molti artisti d’epoca barocca, la forza espressiva dei personaggi e la drammaticità del chiaroscuro fanno subito pensare a un artista caravaggesco. Ma c’è chi si spinge oltre, e avanza l’ipotesi che a dipingere la tela sia stato proprio lui: Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio.
A dirlo è Eric Turquin, un famoso esperto d’arte parigino, interpellato dai proprietari del dipinto. Per due anni, la scoperta viene tenuta segreta al grande pubblico. Poi, nella primavera del 2016, il quadro viene presentato ufficialmente a Parigi, con un’affollata conferenza stampa.
Il dipinto non è firmato, ma Turquin non ha dubbi: si tratta di un Caravaggio. La prova, secondo lui, sta soprattutto nel personaggio di Giuditta. Nello