Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, un duplice omicidio avvolto nel mistero
27 March 2019
Nella primavera del 1994 la Somalia è un paese in piena guerra civile. Il 20 marzo, la giornalista RAI Ilaria Alpi e l’operatore televisivo Miran Hrovatin —inviati nel paese africano per seguire la missione ONU Restore Hope— sono a Mogadiscio, dopo un breve viaggio che li aveva portati nella città di Bosaso, sulla costa settentrionale del paese.Ma Ilaria e Miran —lei romana, lui triestino— stanno lavorando anche a un altro progetto. Hanno scoperto un traffico internazionale di armi e rifiuti. Una realtà inquietante: rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei paesi industrializzati, e poi smaltiti illegalmente in Somalia in cambio di denaro e armi.
La mattina del 20 marzo Ilaria e Miran sono all’Hotel Sahafi, nel centro di Mogadiscio. Verso le 11, Ilaria telefona alla madre. Dice di essere stanca e di dover preparare un servizio per il telegiornale della sera. Poi, Ilaria e Miran decidono di andare a cercare un collega dell’agenzia di stampa ANSA. Salgono a bordo di un fuoristrada. Con loro ci sono un autista e un ragazzo somalo. Nei pressi dell’hotel Hamana, non lontano dall’ambasciata italiana, il veicolo su cui viaggiano viene avvicinato da una camionetta con sette uomini armati.