Il costo elettorale delle promesse non mantenute
2 January 2019
Un’intensa campagna elettorale sfociata nel trionfo populista del 4 marzo. Settimane di estenuanti trattative ed equilibrismi per la formazione del nuovo governo. Infine, l’emergere della coalizione giallo-verde, con l’ascesa al potere dell’improbabile triangolo che vede ai suoi vertici il capo del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, il leader della Lega Matteo Salvini e —nel ruolo di presidente del Consiglio— il professor Giuseppe Conte, un signore che fino a poco fa insegnava diritto all’Università di Firenze. Non c’è dubbio, il 2018 ha trasformato profondamente il panorama politico italiano, aprendo un nuovo, travagliato, capitolo. Un capitolo che ha anche visto la sconfitta delle due formazioni che avevano dominato la scena negli ultimi 25 anni: il centrodestra di Forza Italia e il centrosinistra, nelle sue varie incarnazioni.
Il governo Conte è partito molto bene, quanto a consensi. A metà luglio, a poche settimane dall’insediamento, i sondaggi mostravano un indice di gradimento del 68%. A dicembre, sempre secondo i sondaggi d’opinione, il consenso era sceso al 60%; una discesa fisiologica, comunque, paragonabile a quella dei governi precedenti.
La situazione appare più interessan